Luce e gas, la protesta in piazza: 15 associazioni contro la Regione

L’accusa: «Ignorate le nostre proposte». La manifestazione si farà durante il Consiglio regionale La replica di Marsilio: «Mobilitazione strumentale. Sanno di chiedere interventi non realizzabili»
L'AQUILA . È scontro tra Regione e le associazioni di categoria sul caro-bollette. Quindici sigle annunciano l'apertura di una vertenza «che culminerà con una manifestazione in piazza». L'approccio della Regione al problema sarebbe - secondo i firmatari della nota - «assai poco in sintonia con l’attenzione dimostrata dal nuovo governo guidato da Giorgia Meloni, che ha messo la lotta contro gli aumenti energetici in cima alla propria agenda».
Immediata la replica del presidente della Regione, Marco Marsilio: «Non intendiamo prestarci a polemiche strumentali, che sembrano orchestrate più per fare opposizione che per rappresentare le legittime esigenze delle categorie e dei lavoratori».
LA MOBILITAZIONE. La protesta in piazza coinciderà con il prossimo consiglio regionale, «per protestare contro il caro-bollette che sta mettendo in grande difficoltà famiglie e imprese», annunciano Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio L’Aquila, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che il 5 settembre scorso hanno presentato un pacchetto di proposte alla Regione «su cui», dicono, «sono arrivate solo risposte che rinviano le soluzioni a futura memoria».
Associazioni e sindacati chiedevano la sospensione per 4/6 mesi delle addizionali Irpef e Irap a carico di imprese e famiglie, di rimettere in campo i fondi provenienti dalla programmazione 2014/20, e l'anticipazione di quelli della nuova programmazione 2021/27, oltre all'eventuale rimodulazione del Pnrr. Come anche l'erogazione di un credito di imposta di almeno il 50% alle imprese che decidono di installare pannelli fotovoltaici e il potenziamento, con risorse finanziarie rilevanti, dello strumento delle Comunità energetiche, con particolare attenzione alle aree montane. «Richieste alle quali la Regione», affermano le associazioni di categoria, «ha risposto in modo sfuggente ed evasivo".
LA REPLICA. «Dispiace dover constatare che alcune sigle associative di categoria e sindacali preferiscano la polemica politica al sereno confronto istituzionale, che mai è stato negato. Il tavolo richiesto sul caro energia è stato costituito e convocato sin da settembre, e i due assessori competenti, Campitelli e D’Amario, torneranno a riunirlo. Continueremo il confronto sia con le sigle che hanno firmato la nota che annuncia la mobilitazione, che con le altre che non lo hanno firmato. È necessario chiarire che il confronto non può avere alcun esito costruttivo se non si fonda sulla verità dei fatti e dei numeri».
Queste le parole di Marsilio, che aggiunge: «Nella risposta scritta che abbiamo fornito il 22 ottobre sono stati già chiariti alcuni aspetti e, nel frattempo, sono stati attivati nuovi strumenti, come il bando per le imprese artigiane da oltre sei milioni di euro, che prevede contributi anche per l’installazione di impianti fotovoltaici. Si stanno per pubblicare altri avvisi, in particolare 600mila euro per le società sportive energivore».
«NON REALIZZABILI». «Nel carnet delle proposte presentate compare, ad esempio, quella di sospendere per sei mesi le addizionali Irpef e Irap, che porterebbe un drammatico buco in bilancio, con conseguente chiusura di servizi primari, per distribuire una mancia di qualche decina di euro ciascuno agli abruzzesi», incalza Marsilio, «così come fantasiosi sono i fondi da rinvenire nella programmazione 2014-20. Come ha certificato la Commissione, l’Abruzzo ha speso e sta spendendo tutti i fondi europei, che risultano pertanto già impegnati e il cui disimpegno provocherebbe forti privazioni. Non parliamo, poi, della richiesta di dirottare fondi destinati alla sanità, senza tenere conto dei maggiori costi che le Asl sopportano per il Covid e le bollette».

