Luciani alla Regione Il popolo di facebook pronto a sostenerlo

14 Settembre 2018

Ma Sarchese (M5s) accusa il sindaco di aver sbagliato i conti  Angelucci: ambizione legittima, è uno dei più votati in Italia

FRANCAVILLA AL MARE. Le dimissioni «per motivi personali» del sindaco Antonio Luciani sono state protocollate ieri mattina tra lo sgomento della maggioranza che si trova a dover gestire un vuoto politico, gli attestati di stima di chi confida nella nuova e impegnativa sfida elettorale per la corsa alla presidenza della Regione e le polemiche avanzate delle opposizioni. Il popolo degli amici di Facebook è con lui e lo sostiene: su 122 commenti letti ieri sul suo post, una ventina sono contrari o dubbiosi. Fuori dalla virtualità però c’è Livio Sarchese (5 stelle) che chiama in causa l’articolo 53 del Testo unico degli enti locali e contesta a Luciani di aver sbagliato a fare i conti. Il primo cittadino si è lasciato deliberatamente il paracadute dei 20 giorni di tempo per eventuali ripensamenti in vista del 6 ottobre, termine ultimo per eliminare le cause di incompatibilità alla candidatura di governatore, confidando così di continuare in questo arco di tempo a esercitare le sue funzioni di sindaco di Francavilla: «Avrò tempo fino al 3 ottobre 2018 per decidere serenamente se ritirare le dimissioni», aveva scritto Luciani. «Solo per essere precisi», commenta il consigliere Sarchese «ai sensi dell’articolo 53, comma 3 del Tuel, solo parzialmente trascritto dal sindaco nel suo post, il termine di 20 giorni decorrerebbe dalla data della presentazione al consiglio comunale, oggi non ancora convocato, Nulla di diverso prescrive l’articolo 36 dello statuto comunale. Spetterebbe al presidente del consiglio comunale, Enrico Bruno, convocare l’assise nel corso della quale il sindaco dovrà confermare la propria volontà. Da quel momento, passeranno altri 20 giorni, periodo in cui il primo cittadino può sempre ritirare le proprie dimissioni, ma trascorso il quale queste diventano efficaci e irrevocabili». Quanto al dato politico, Sarchese riconosce a Luciani «l’onestà intellettuale di non avere mentito ai cittadini sulla volontà di candidarsi in Regione» visto che lo aveva confidato durante entrambe le campagne elettorali che lo hanno poi portato a diventare per due volte sindaco di Francavilla. «Me lo aspettavo perché era sempre stato il suo sogno», dice il consigliere M5s, «ne prendo atto e mi dispiace per coloro che avevano creduto in lui. Noi lo avevamo detto che sarebbe stato un mandato a tempo. Secondo me si candiderà comunque o col Pd o con le liste civiche». Parla di «ambizione legittima e naturale» Roberto Angelucci, storico sindaco di Francavilla dal 1985 a 1992 e dal 1998 al 2008, assessore e infine consigliere di minoranza. «Luciani è stato uno dei sindaci più votati in Italia», dice Angelucci «riuscendo a essere eletto al primo turno. Ha fatto bene a dare la sua disponibilità per aiutare una regione che oggi si trova in grandi difficoltà, ma io penso più a una strada civica che a una legata al Pd. Mi auguro che il centrosinistra capisca che, dopo i disastri dalfonsiani, l’unica speranza di vittoria è affidata a forze nuove e credibili. È necessario un cambio di mentalità e Luciani rappresenta questo rinnovamento». «La scelta era nell’aria da parecchio tempo», rimarca Daniele D’Amario (Forza Italia), «non entro nel merito della decisione, aspettiamo i 20 giorni e vediamo cosa succede».