Luciani attacca l’Aca: si nasconde dietro un dito

Il sindaco di Francavilla accusa: «Il depuratore funziona male e la condotta è rotta ma nessuno interviene. Andrò in procura e chiederò i danni. D’Alfonso si muova»
FRANCAVILLA. «Io mi sento circondato da persone che si nascondono dietro a un dito. Tutti fanno finta di non sapere, invece, sanno benissimo: è un atteggiamento vergognoso perché nessuno si vuole assumere le proprie responsabilità». Lo dice il sindaco di Francavilla Antonio Luciani che si impegna per rilanciare il turismo a Francavilla mentre nel mare, attraverso il depuratore gestito dall’Aca, finiscono quantità di colibatteri superiori di 50 volte rispetto al limite. «Ora, sappiamo che il depuratore non funziona e che la condotta a mare è lesionata ma nessuno, a partire dall’Aca, ci sa spiegare perché», dice Luciani.
Il sindaco non usa mezzi termini: «Io chiedo che si dimetta il presidente dell’Aca. Se una cosa del genere fosse dipesa da me, mi sarei dimesso in 5 minuti». Luciani esamina la gestione affidata a Vincenzo Di Baldassarre: «L’Aca ha ottenuto un utile lordo di 5 milioni di euro, la metà sarebbe bastata per costruire il terzo depuratore a Francavilla. Per questo ho detto no al bilancio dell’Aca». Invece, Francavilla ha l’incubo dei depuratori: oltre a quello di Fosso Petraro – i fanghi attualmente sono trasportati con i camion al depuratore di Montesilvano – , c’è anche l’altro di Fosso San Lorenzo, al confine con Ortona, e anche in quel tratto i valori sono fuori controllo con il divieto di balneazione.
Solo il 24 agosto scorso, Luciani ha saputo che il precedente 6 luglio il depuratore di Fosso Pretaro ha scaricato in mare 250 mila unità di colibatteri a fronte di un limite di 5 mila come accertato dalle analisi dell’Arta: «È una bufala quella dei tempi tecnici», dice, «i famosi 30 giorni, anche se in questo caso ne sono trascorsi di più, si possono accampare rispetto a valori normali. La responsabilità dell’Arta, di fronte a un valore così impattante, è grave. Chiedo l’intervento del presidente della Regione Luciano D’Alfonso per rivedere la struttura dell’ente».
Il sindaco cerca risposte: «Ma qui si fa lo scaricabarile e nessuno chiede scusa. Questo mi insospettisce ancora di più e confermo che mi rivolgerò alla magistratura penale e civile per chiedere i danni, più di questo non ho il potere di fare. Tutelerò la salute dei cittadini con il coltello tra i denti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

