Luciani: pronto a ospitare i sanitari nei nostri hotel

Il sindaco: «La maggior parte dei contagi sta riguardando medici e infermieri Le strutture alberghiere potrebbero essere convertite in alloggi dedicati a loro»
FRANCAVILLA. Ancora una volta resta fermo a zero l'incremento dei casi di coronavirus a Francavilla. Non ci sono state nuove comunicazioni da parte della Asl e il segnale non può essere che incoraggiante. Il totale così facendo resta fermo a 52 casi attivi sul territorio, all'interno dei quali si contano 43 attivi (anche se molti di loro sono ormai senza più alcun sintomo), un soggetto clinicamente guarito, 4 persone residenti fuori città e 4 deceduti.
Nelle ultime ore, però, a tenere banco è la questione che riguarda i troppi contagi tra il personale sanitario. Il sindaco Antonio Luciani, superati i 50 casi accertati sul territorio comunale, una cifra tra l'altro anche piuttosto contenuta, ci tiene a tirare una linea: «Devo dire che su Francavilla, quasi il 60% delle positività al Covid-19 riguarda medici, infermieri e persone che lavorano all'interno di ospedali o strutture sanitarie. Con questo non voglio assolutamente puntare il dito contro di loro, che al contrario vanno ringraziati per l'enorme e ammirevole lavoro che stanno facendo, anche a rischio della loro salute, ma è chiaro che andrebbero messi nella condizione di poter lavorare in sicurezza». E spiega: «Nelle ultime due settimane quasi tutte le nuove positività hanno riguardato operatori sanitari, seguendo un po' la scia di quanto sta accadendo in tutto il nostro Paese. Purtroppo, queste persone, una volta infettate, senza neanche saperlo tornano nelle loro case con l'alto rischio di contagiare i famigliari. Io penso che questa è una situazione a cui bisogna porre rimedio». E allora, rispondendo a una domanda nel corso del suo quotidiano appuntamento pubblico sui social, Luciani ha lanciato un'idea: «Si potrebbe isolare il personale sanitario all'interno di strutture dedicate, al fine di bloccare la propagazione del virus. Io penso che la Regione e la Asl abbiano soluzioni da poter offrire, ma se così non fosse nel nostro comune potremmo riconvertire alcune strutture alberghiere per ospitare chi ogni mattina si sveglia e va in trincea». Poi il sindaco prosegue: «Mi rendo conto che non tutti potrebbero gradire, ma sarebbe uno sforzo da fare per se stessi, ma anche per tutelare le persone care. E poi, considerato lo stile di vita di questi giorni, rimanere isolati in casa o in strutture dedicate non cambierebbe molto».
Luciani poi parla anche del ritardo nei risultati dei tamponi: «Anche questa la reputo una cosa molto grave: abbiamo decine di persone che dopo la malattia, dopo la quarantena, si sono sottoposte al test più di 15 giorni fa e ancora attendono il risultato. Ho sentito dire che mancano reagenti e attrezzature: questo non solo non giustifica, ma dal mio punto di vista acuisce solamente il problema. Mi auguro che chi di dovere trovi una soluzione, perché non è corretto gravare ulteriormente su chi già è stato male».
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