Luciani sfida il Covid «I fuochi si faranno: Francavilla li vuole»

4 Agosto 2020

Fa discutere il tema sicurezza sull’evento del 18 agosto «Controlleremo tutti i 30 punti di lancio sparsi sul litorale» 

FRANCAVILLA. Ruota intorno alla sicurezza il dibattito sui fuochi a mare di San Franco, attesi per il 18 agosto a Francavilla. Dopo la notizia del cambio della formula, con il passaggio dal tradizionale artificio dal pontile della Sirena ai trenta punti di lancio sparsi su tutti i sette chilometri di costa cittadina, nell'ultimo fine settimana il popolo del web si è diviso tra favorevoli e contrari.
Da una parte c'è chi sposa l'idea del sindaco Antonio Luciani e dell'amministrazione, intenzionati a non rinunciare alla tradizione. Dall'altra, invece, ci sono altrettanti contrari allo spettacolo pirotecnico, etichettato come evento a rischio assembramento e quindi poco conciliabile con le misure anti Covid. Infine, c'è anche chi ritiene che in un periodo di ristrettezza economica generata dalla pandemia, le risorse andrebbero spese per opere di primaria importanza, come i lavori nelle scuole o il rifacimento delle strade, con buona pace, almeno quest'anno, per San Franco. Così facendo, nella serata di domenica Luciani ha scritto un lungo post sulla sua pagina facebook, strumento che spesso utilizza per parlare alla cittadinanza, spiegando i motivi che lo spingono ad andare avanti: «La nostra tradizione sarà salva e allo stesso tempo non ci sarà necessità di assembramenti. Vi raccomando di usare la mascherina e di mantenere le distanze».
E agli scettici dice: «La partecipazione non è né obbligatoria né necessaria, per cui chi vuole può restare tranquillamente nella propria abitazione. Prendere decisioni non è mai semplice, ma la cosa più sensata è trovare il modo di far andare avanti la nostra vita utilizzando buon senso e prudenza».
Ed è proprio in base al buon senso e alla prudenza che la domanda nasce spontanea.
Sindaco, anche a seguito dell'acceso confronto che i fuochi stanno generando, è sempre convinto di andare avanti?
«Assolutamente sì», risponde Luciani. «Riteniamo di aver trovato una soluzione in grado di spalmare in trenta punti il pubblico che generalmente affolla la Sirena. Avremo un punto di fuoco ogni 250 metri. Questo significa che chi vorrà assistere allo spettacolo pirotecnico, potrà farlo quasi rimanendo a casa».
Com'è nata l'idea dei fuochi diffusi?
«Abbiamo sempre pensato di rinnovare la tradizione di San Franco, ma dopo un confronto informale con la dottoressa Basilico della questura di Chieti, ci siamo resi conto che difficilmente ci avrebbero appoggiato. Allora,ci è venuta in mente questa alternativa. Ne ho parlato nuovamente con la questura, che pur non dandoci parere favorevole ci è sembrata meno rigida. E allora abbiamo deciso di andare avanti. Noi i fuochi a mare vogliamo farli, anche se diversi. Poi, se qualcuno ce lo impedirà ne prenderemo atto. Intanto, continuiamo a lavorarci».
Come pensa di gestire la sicurezza quella sera, con il probabile afflusso di migliaia di persone?
«Ogni punto di fuoco avrà un responsabile e la zona sarà presidiata. Ci saranno i vigili, i carabinieri e la protezione civile a controllare. Inoltre, nei prossimi giorni daremo vita a un decalogo di comportamenti da tenere per garantire il mantenimento del distanziamento sociale».
Lei aveva parlato anche di un'ordinanza ad hoc per quella sera.
«Sì, in modo che tutti indossino le mascherine in presenza di luoghi affollati».
Come giudica l'eco riscosso dalla questione sui social?
«Ci sono persone contrarie, ma anche tante favorevoli. Il post che ho scritto ha raccolto un numero di like molto alto, che conferma la bontà dell'iniziativa. Buona parte dei francavillesi vuole i fuochi e noi faremo di tutto per farli».