Lucrezia Rasicci: ho perso ma continuo l’impegno

TERAMO. La delusione elettorale del centrodestra ha i lineamenti di Lucrezia Rasicci. La candidata di coalizione al maggioritario, indicata dalla Lega, prende atto della sconfitta, attribuendola...
TERAMO. La delusione elettorale del centrodestra ha i lineamenti di Lucrezia Rasicci. La candidata di coalizione al maggioritario, indicata dalla Lega, prende atto della sconfitta, attribuendola almeno in parte alla tendenza «che ha visto in quasi tutto il centro-sud, una inarrestabile vittoria dei 5 Stelle». Rasicci, comunque, considera molto significativi il consenso personale ottenuto e la «forte crescita della Lega a Teramo e provincia e nel resto d’Abruzzo». La candidata battuta si congratula con gli eletti, in particolare i colleghi di partito Giuseppe Bellachioma e Alberto Bagnai, sottolineando comunque di voler restare «più determinata che mai, a lavorare per la mia terra come promesso».
Deluso anche Sandro Mariani, consigliere regionale del Pd che correva per il centrosinistra nel maggioritario alla Camera. «È stata una sconfitta sonora, anche se immaginabile», fa notare, «non si poteva fare molto di più». Per recuperare lo svantaggio dai grillini ha puntato molto sull’appartenenza territoriale. «Mi dispiace che non ci sarà un teramano in parlamento, ma la democrazia è questa», spiega, «il popolo ha deciso di farsi rappresentare da persone che non sono nate qui o ci stanno poco». Mariani non ha visto errori strategici. «Era troppo alto il distacco», evidenzia, «alimentato dall’odio verso il partito e Renzi». L’unico conforto gli arriva dai quasi tremila voti in più ottenuti rispetto alla coalizione. «Sono un attestato di stima, ma non guardo al bicchiere mezzo pieno», conclude, «abbiamo perso».
Tommaso Ginoble, nonostante l’esclusione dalla corsa, non si accanisce sul partito. Se la prende piuttosto con chi, candidati e dirigenti regionali Pd, a partita persa «ha fatto dichiarazioni poco sobrie». Lui si attribuisce uno «stile diverso, che indica la cifra d’impegno politico» in cui non è contemplato lo «sciacallaggio» post elettorale. «Quando si vince è facile dirsi soddisfatti», conclude, «personaggi di primo piano del partito ora non stanno facendo una bella figura».
Il vicecoordinatore di Forza Italia, l’ex sindaco Maurizio Brucchi, guarda ai risultati del collegio proporzionale Teramo-l’Aquila per evidenziare la tenuta della coalizione. Nel Teramano, però, il suo partito è sotto rispetto alle altre province. «È un effetto delle lacerazioni aperte dalla caduta dell’amministrazione comunale», osserva, «che non hanno permesso di avere candidati locali». Non la pensa allo stesso modo Gianni Chiodi, capolista al proporzionale di “Noi con l’Italia-Udc”, secondo cui le candidature sbagliate hanno determinato il «crollo di Forza Italia, che un mese prima delle elezioni era al 20%». (g.d.m.)
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