Ludoteca, famiglie in fuga per le tariffe troppo care

Retta fissa mensile fino a 200 euro al posto del sistema ad ingressi giornalieri Solo 15 iscrizioni rispetto al centinaio del 2013, il Pd chiede di cambiare le rette
MONTESILVANO. Le tariffe mensili della ludoteca comunale penalizzano le famiglie in difficoltà economica. E’ questo il grido d’allarme lanciato dalla segretaria cittadina del Pd Romina Di Costanzo e dal consigliere comunale dello stesso partito Feliciano D’Ignazio che puntano il dito contro la decisione dell’Azienda speciale, che gestisce il servizio dedicato ai bambini, di stabilire una retta fissa mensile al posto di una tariffa a ingresso (10 euro, 6 senza pasto).
Secondo i due esponenti del partito di opposizione in consiglio comunale, infatti, sebbene gli importi della retta estiva siano ragionevoli (la tariffa mensile è pari a 200 euro pasti inclusi oppure 100 euro senza pasti), le modalità di pagamento penalizzano le famiglie in difficoltà economica.
«La partecipazione al costo della ludoteca attraverso il pagamento della retta mensile, infatti», sostengono Di Costanzo e D’Ignazio, «esce dalla logica di dare sostegno nel periodo estivo alle mamme che lavorano in maniera discontinua e con contratti precari. Molte di loro, in nome della tanto diffusa flessibilità, sono impegnate con un lavoro a ore che non prevede una pianificazione continuativa delle giornate lavorative».
Per questa ragione, secondo gli esponenti del Pd, la retta mensile «non agevola le esigenze di queste famiglie in quanto si tratta di una forma di pagamento che non tiene conto delle reali necessità giornaliere dei loro genitori né tantomeno del reddito familiare».
Di Costanzo e D’Ignazio ritengono, dunque, più adatta una retta a ingressi, come lo scorso anno, o una retta mensile adeguata alle condizioni economiche di ciascun utente e quindi funzionale alla dichiarazione Isee.
«Non è un caso, infatti, che quest’anno», proseguono, «sebbene la logistica sia cambiata in meglio, essendosi la ludoteca trasferita al centro sportivo Trisi, che offre la possibilità di usufruire di un ampio spazio esterno, rispetto al luogo chiuso quale era quello dell’ex Cubò, le richieste di iscrizione sono molto contenute, una quindicina a fronte del centinaio dello scorso anno, e diverse sono le mamme che hanno lamentato l’aspetto economico del servizio, poco concorrenziale ad altre strutture private». La ricetta del Pd è, dunque, quella di differenziare i prezzi e le offerte formative e ricreative per piccoli utenti della ludoteca, anche alla luce della disponibilità da parte dell’Azienda Speciale del necessario personale, dal momento che diverse operatrici dell’ente strumentale non raggiungono il loro monte ore mensile. Infine, Di Costanzo e D’Ignazio auspicano anche «una più equa divisione degli spazi degli impianti, in quanto trattandosi di una struttura aperta, è evidente il disagio per una compartecipazione degli spazi tra i piccoli ospiti e i pazienti in trattamento ergoterapico (laboratori occupazionali per persone affette da disturbi mentali) che, nella logica di recupero e responsabilizzazione, frequentano il centro. Un percorso di inclusione sociale lodevole, ma che mal si concilia con la contemporanea frequentazione dei giovani ospiti».
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