Luisa Ranieri tra politica e film «Ci prendono tutti in giro»

27 Agosto 2014

VENEZIA LIDO. Elegante e schietta. Bella (molto bella), sorridente e diretta. Non sussulta neppure quando una giornalista – tra una domanda sullo stilista che sfoggerà oggi sul tappeto rosso (scelto...

VENEZIA LIDO. Elegante e schietta. Bella (molto bella), sorridente e diretta. Non sussulta neppure quando una giornalista – tra una domanda sullo stilista che sfoggerà oggi sul tappeto rosso (scelto all’ultimo minuto tra due firme italiane, vi restasse la curiosità) e la sua prima volta al cinema – le chiede a bruciapelo cosa ne pensi della crisi in Italia e se abbia intenzione di buttarsi in politica.

Non un tentennamento: «Ci si attacca ogni volta al cavallo vincente, ma non c’è strategia né programmazione. Sono scettica, perché serve un investimento serio sulla ricerca, sulle risorse umane, un taglio reale ai troppi sprechi. Mi sembra ci prendano un po’ tutti in giro». Ricette? «Nonostante questi macelli viviamo ancora di rendita in un paese che tutti considerano della bellezza e del genio. Però abbiamo maestranze bravissime, artigiani che tutti ci invidiano, servirebbe una grande campagna di marketing mondiale, magari coinvolgendo il cinema italiano, come fanno i francesi: ma a noi manca progettualità». E il governo Renzi è (elegantemente) servito. L’attrice Luisa Ranieri è la madrina che dichiarerà questa sera ufficialmente aperta la Mostra del Cinema numero 71 e ufficialmente la chiuderà sabato 6 settembre: sbarca rilassata alla darsena dell’Excelsior, con un look finto vintage, tuta trequarti verde bosco, decolté cipria tacco 8 e borsetta Trussardi a tracolla. Per le foto in spiaggia sfoggia Dall’Acqua. Né gattamorta né ipercinetica: «Farò la padrona di casa, con ospiti importanti che cercherò di far sentire a loro agio. Niente discorsi lunghi, né racconterò di me e cinema: sarò breve, che le cerimonie sono sempre lunghe e io mi annoio quando ci vado. Dirò che siamo tutti qui perché amiamo il cinema». Poi, a domanda risponde: «Io ho amato il cinema grazie alla mia professoressa di italiano, Rossella Di Francia, che dopo scuola organizzava cineforum. Il film? “L’amore molesto” di Martone». Martone che non vedrà alla mostra con la sua pellicola su Leopardi. Perché con altrettanta sorridente schiettezza, la madrina racconta di non amare vedere i film ai festival – «Troppa ribalta» – ma di preferire farlo «da pubblico pagante, con calma, in sala, nell’anonimato di un cinema di città». Sempre che la coppia Ranieri-Zingaretti possa restare anonima. La prima volta di Luisa Ranieri a Venezia è stata nel 2004, «ma con molta poca coscienza, eravamo tutti qui per celebrare Michelangelo Antonioni. Ora sono cresciuta, ho consapevolezza sul ruolo importante di questa ribalta e non avendo film in concorso potrò viverla molto meglio». Al Lido vedrà il film di apertura e il Leone d’oro alla fine, poi mondanità ridotta alla sola festa di Vanity Fair e la vernice dell’amica fotografa Angela Lo Priore all’hotel Centurion, dove è atteso sì un bagno nello star system, tra gli annunciati Al Pacino, Abel Ferrara, Carlo Verdone, Willem Defoe.