«Luminarie natalizie? Periferie dimenticate» Protesta dei residenti

Il grido di aiuto da via Tavo e via Sacco: qui non c’è nulla Don Max: attenti solo al centro. Don Carmine: luci dalle case
PESCARA. Spento e abbandonato. Nel quartiere Villa del Fuoco, luci e decorazioni più o meno vistose che rendono magico il Natale non ci sono. Le vie interne, dalle 17 in poi, sono quasi totalmente al buio, per non parlare della sporcizia e del degrado che caratterizzano le strade e i marciapiedi. A riferirlo sono alcuni residenti, «ormai stanchi di essere considerati invisibili». «Al di là delle luminarie», dice un cittadino di via Tavo, «mancano le principali basi di una manutenzione ordinaria. Le strade sono sporche, le istituzioni non ci considerano, ma chi sceglie di vivere qui, vuole condizioni adeguate».
«Luminarie non ne abbiamo, ma la grotta di Betlemme è ben visibile in fondo alla strada», c’è chi fa ironia sui social. E ancora: «Caro Babbo Natale, magari ti sei dimenticato di questo quartiere, ma se riesci portaci un po’ di asfalto così chiudiamo due buche, ma soprattutto non lasciare le scope alle varie Befane perché servono a noi per eliminare la sporcizia dalla nostra via».
«Abito in Via Tavo da cinquant’anni e devo dire che negli ultimi tempi la situazione è anche peggiorata», racconta un’altra residente. «Hanno abbattuto il Ferro di Cavallo pensando di migliorare la zona, ma invece, almeno per ora, nulla è cambiato. Vi sono tratti di strade completamente al buio, immondizia lasciata giorni e giorni, le buche che ostacolano il passaggio dei motorini, mancanza di sicurezza e di servizi. Eppure, qui a Rancitelli paghiamo le stesse tasse di altri cittadini. Io vivo sola con il mio papà anziano, ma sono sempre al lavoro. Mi spiegate dove va a passeggiare mio padre? Per non parlare dei Palazzi Clerico qui vicino, in stato di abbandono da tantissimi anni e rifugio di tossicodipendenti e senza fissa dimora».
Pochi metri più in là, in via Sacco, mancano i lampioni. «Figuriamo le luci di Natale», dice la scrittrice Virginia Spinelli, residente nel quartiere da sempre. «In passato ricordo qualche decorazione per le festività, ma ora è tutto spento. Quando ascolto i discorsi dei politici, che parlano della rinascita delle periferie, mi viene da ridere per non piangere. Noi siamo totalmente abbandonati, invisibili. Qui non c’è nulla. Per le strade si vedono solo disperati. Io ho da sempre pensato di restare qui, di non abbandonare la periferia, perché il bello è anche qui, ma viene sotterrato, nascosto. Il pomeriggio, alle 17, quando torno con l’autobus, chiamo sempre un’amica, qualcuno che possa farmi compagnia perché ho il terrore di percorrere da sola il tratto di strada che mi conduce a casa». Anche don Massimiliano De Luca, per tutti don Max, parroco della Chiesa dei Santi Angeli Custodi, conferma quanto raccontano i residenti. E sul Natale aggiunge: «Le iniziative di cui parlano non ci sono. In chiesa abbiamo allestito un bellissimo presepe, ma ci abbiamo pensato noi, così come abbiamo programmato alcuni eventi in Chiesa. Le luci? Sono forse cinque anni che non vediamo decorazioni qui fuori. L’attenzione, in questo periodo dell’anno, più di altri, è rivolta al centro città».
Conferma don Carmine Di Marco, parroco della Madonna del fuoco dove il Comune ha inserito un concerto nell’ambito delle manifestazioni natalizie: «Le luminarie mancano, qualche luce arriva dalle case private».

