Lungo: «Un’importante sinergia Grande impegno nelle emergenze»

3 Aprile 2017

L'AQUILA. A gestire in Abruzzo la delicata fase di accorpamento dell'ex Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei carabinieri è Ciro Lungo, 49 anni, originario di Torre del Greco, in provincia di...

L'AQUILA. A gestire in Abruzzo la delicata fase di accorpamento dell'ex Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei carabinieri è Ciro Lungo, 49 anni, originario di Torre del Greco, in provincia di Napoli, a capo del Comando regione carabinieri forestale Abruzzo dal giugno del 2014.

Comandante, se tutto resta uguale, a cosa è servito l'accorpamento con l'arma?

«L'accorpamento della Forestale nei Carabinieri è stato voluto dalla riforma Madia, tra le cui misure, certamente la più importante, c'è la razionalizzazione delle funzioni di polizia specialistica e la contestuale riduzione della spesa pubblica. Si stima che il risparmio possa raggiungere fino a 100 milioni di euro in tre anni. La normativa prevede la salvaguardia dei livelli di presidio, quindi le economie si individuano per lo più nell'eliminazione delle sovrapposizioni di funzioni, nonchè nella razionalizzazione delle funzioni di supporto logistico e amministrativo. Ad esempio, gli uffici che si occupano del rapporto economico e accessorio, come il pagamento degli stipendi, o della manutenzione delle strutture e degli automezzi, ora sono posti in capo a un solo ufficio dell'Arma dei carabinieri. Nell'ambito di questa riorganizzazione, alcune attività trasversali a tutte le funzioni operative sono entrate a fare parte dell'Arma. Per esempio con l'accorpamento in un unico ufficio del parco mezzi e la semplificazione della flotta elicotteristica, le cui tre basi sono transitate nella rete elicotteristica dell'Arma, che resta sempre a supporto di tutte le attività operative compresa, ovviamente, la specialità forestale e ambientale».

Per l'Abruzzo, regione verde d'Europa, cosa rappresenta questa riforma?

«Ci potrebbero essere sensibili margini di novità, soprattutto per quanto riguarda gli incendi boschivi, dopo che per molto tempo ci si è rivolti allo spegnimento. La nostra specificità sarà la prevenzione, l'informativa e il monitoraggio del fenomeno, e anche le indagini per individuare i responsabili. Già dall'inizio di quest'anno abbiamo individuato 5 responsabili di reato di incendio colposo, tanti quanti furono quelli rintracciati nell'intero 2016. Stiamo incominciando a fare entrare a regime un approccio diverso, informativo e pervasivo nel penetrare il fenomeno, atteso che la competenza nel concorso alla Regione nelle attività di spegimento degli incendi boschivi è stata assegnata per intero al Corpo nazionale dei vigili del fuoco».

C’è, secondo lei, una crisi d'identità negli ex forestali?

«L'impegno e la reazione mostrati durante gli interventi in piena emergenza sisma e maltempo nel gennaio scorso mi sono sembrati tutt'altro che di smarrimento. Certo, sono ancora in svolgimento i corsi di formazione per recepire i modelli organizzativi dell'Arma, come previsto dalla normativa, ma l'aspetto importante è che siamo tutti dentro la stessa grande nuova grande organizzazione per la Tutela forestale, ambientale e agroalimentare, in cui sono confluiti anche i Comandi carabinieri per la tutela ambiente (Noe) e quelli per le Politiche agricole e agroalimentari (Nac). Ed è questa l'organizzazione che è per legge deputata a svolgere tutti i compiti di difesa dell'ambiente che erano del Corpo forestale dello Stato. I comandi dei carabinieri forestali dipendono dal comando centrale di questa neo organizzazione, che a sua volta funzionalmente dipende dal ministro per l'Agricoltura e da quello dell'Ambiente. Devo testimoniare la grande accoglienza e attenzione e il rispetto per la storia dell'ex Corpo forestale dello Stato da parte del Comando legione Abruzzo-Molise di Chieti, che ha seguito le prime attività di formazione e con cui stiamo sperimenando un'importante sinergia giorno dopo giorno». (m.g.)