M5S: altri dieci casi di bimbi senza mensa I Comuni s’accordino
I grillini: pronti ad autotassarci per garantire il servizio ma bisogna risolvere il caos tra Pescara e Montesilvano
MONTESILVANO. Consiglieri del Movimento 5 Stelle pronti a pagare la mensa dei bambini che si trovano nelle stesse condizioni di Gaia, la bimba disabile costretta a non poter usufruire gratuitamente della mensa scolastica nella sua scuola pescarese perché residente a Montesilvano. Un caso segnalato nei giorni scorsi dall’associazione Carrozzine determinate e conclusosi con un lieto fine grazie all’immediato interessamento dell’assessore pescarese Giovanni Di Iacovo che ha convocato la famiglia della piccola Gaia (il nome è di fantasia per tutelare la minore) per risolvere il disagio lamentato. Ma per un caso risolto, ne esistono almeno una decina che devono essere ancora affrontati, come evidenzia il gruppo consiliare pentastellato di Montesilvano che sollecita le amministrazioni comunali delle due città adriatiche a trovare delle soluzioni immediate. In caso contrario, garantiscono i tre grillini Manuel Anelli, Paola Ballarini e Gabriele Straccini, siamo pronti ad autotassarci e a far partire una staffetta della solidarietà, ma è necessario che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità. «Da una buona azione, ne scaturiscono altre a catena, così come da una cattiva», scrivono i pentastellati in una nota. «In un mondo dove almeno la metà della vita di ognuno di noi è fatta di sofferenza, che senso ha aggiungerne gratuitamente dell'altra? In merito a quanto accaduto alla ragazza disabile che si è vista negare l'esenzione, legittima, per la mensa scolastica nel plesso in cui va a scuola a Pescara solamente perché residente a Montesilvano, diciamo che la burocrazia non può fare un'altra vittima. Il problema è puramente burocratico? Ecco la nostra soluzione». Secondo il gruppo consiliare, i Comuni di Pescara e Montesilvano devono sedersi a un tavolo e stipulare un accordo «in cui i ragazzi disabili residenti nel Comune di Montesilvano che usufruiscono del servizio scolastico a Pescara vengono trattati come se fossero residenti a Pescara, e viceversa» spiegano. «Parliamo di 10 casi al massimo, non di cifre da capogiro. Il cittadino deve sentirsi tutelato dall'istituzione». Ma in caso di fallimento di quest’ultima, «noi ci sostituiremo», assicura il Movimento 5 Stelle. «La prima mensilità la devolveremo noi consiglieri dai nostri stipendi da amministratori, successivamente faremo partire la "staffetta della solidarietà" dove tutti potranno partecipare liberamente. Siamo pronti a farlo, ma vogliamo che i Comuni, le istituzioni, si prendano le proprie responsabilità. Solo in un paese deviato», concludono i grillini, «quello che non fa un Comune viene sopperito dall'iniziativa del privato cittadino, anche se consigliere».
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