M5s attacca: poca trasparenza sul progetto della chiesa

6 Gennaio 2016

MONTESILVANO. Continua a far discutere in città il possibile trasferimento della costruenda parrocchia Beata Vergine Maria del Carmelo, da via Giovi a via Verdi. La questione, che approderà domani in...

MONTESILVANO. Continua a far discutere in città il possibile trasferimento della costruenda parrocchia Beata Vergine Maria del Carmelo, da via Giovi a via Verdi. La questione, che approderà domani in Consiglio comunale, ruota infatti intorno alla richiesta, avanzata lo scorso ottobre dal parroco di Villa Carmine, Paolo Lembo, di permutare il diritto di superficie già concesso dal Comune alla parrocchia nel 2008, per un terreno di circa 3mila 168 metri quadrati nelle vicinanze dell’attuale chiesa datata 1200, con quello relativo a un terreno di circa 3mila 624 metri quadrati nella più periferica via Verdi.

Dopo le perplessità avanzate dai parrocchiani e dal consigliere comunale Gabriele Di Stefano, a mostrare scetticità nei confronti della delibera sono ora gli esponenti del Movimento 5 Stelle. «Come sempre in questa città viviamo di anomalie e di poca trasparenza nella gestione della cosa pubblica», commentano. «Il 27 novembre, in Consiglio comunale, siamo stati chiamati a votare, fuori ordine del giorno, l’eliminazione del vincolo sulle aree di via Verdi destinate fino a quel momento alla costruzione di una piscina a uso pubblico da realizzare in project financing. Alla nostra specifica domanda», ricordano i grillini, «l’assessore Cozzi ci aveva risposto che l’operazione non era in nessun modo propedeutica a riassegnazioni alternative per tali aree. Dopo soli pochi giorni dal quel Consiglio comunale appare come per miracolo una delibera di giunta per assegnare quelle aree al fantomatico nuovo progetto della chiesa».

I 5 Stelle parlano di fantomatico progetto specificando come finora non abbiano ancora avuto modo di visionare il nuovo progetto e che, quindi, dovrebbero votare la delibera a scatola chiusa. «Ci viene detto», proseguono, «che l’approvazione è una cosa urgente ma ci risulta che la richiesta di riassegnazione sia stata protocollata il 26 ottobre 2015 e, a oggi, noi consiglieri non ne abbiamo alcuna evidenza. Non c’interessa schierarci pro o contro il trasferimento o la bontà del progetto ma non possiamo non stigmatizzare la fumosità di questo iter che ora sembra essere l’emergenza assoluta per la città, nonostante ci siano stati i tempi necessari per gestire il tutto con trasparenza e i necessari approfondimenti da parte dell’amministrazione». I consiglieri chiedono quindi «perché ora c’è fretta di chiudere la pratica in pochi giorni. Dov’è la trasparenza? Noi, a prescindere dall’esito del voto, vigileremo su tutto l’iter», garantiscono i pentastellati, «per scongiurare possibili irregolarità». (a.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA