M5S: «Forza Italia stampella del Pd» La replica: non è vero

7 Luglio 2018

Scambi di accuse tra la Sabatini e il gruppo del centrodestra per la scelta di aiutare la maggioranza a votare una delibera 

PESCARA. Non poteva passare inosservata la decisione, assunta giovedì scorso in consiglio comunale dal gruppo di Forza Italia, di aiutare la maggioranza mantenendo il numero legale per consentire la ratifica di un’importante variazione di bilancio. Ieri, è stata la giornata di scontri e polemiche. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Enrica Sabatini ha accusato Forza Italia di aver fatto da stampella al Pd. Dura la replica del gruppo consiliare. Mentre Fratelli d’Italia ha preso le distanze dagli alleati di centrodestra.
A dar fuoco alle polveri è stata la Sabatini. «Per la votazione della delibera di ratifica sono necessari 17 consiglieri presenti», ha detto la capogruppo, «ma i consiglieri del centrosinistra in aula erano solo 14. Così, i consiglieri di Forza Italia Marcello Antonelli, Luigi Albore Mascia e Fabrizio Rapposelli, partecipando al voto hanno fatto da stampella al sindaco che li ha addirittura ringraziati in aula. Prendiamo atto dell’atteggiamento morbido di Forza Italia nei confronti di chi ha amministrato così male Pescara negli ultimi 4 anni e di voler compensare le mancanze del Pd, che non riesce neanche a garantire il numero minimo di consiglieri presenti per la votazione di una delibera in scadenza».
Pronta la replica del gruppo di Forza Italia: «Bentornata alla capogruppo M5S che, dopo una latitanza durata un paio di anni tra cene e convegni in giro per l’Italia e il mondo, nel vano tentativo di far funzionare la piattaforma Rousseau, ha deciso di occuparsi di nuovo del consiglio. E lo fa nel peggior modo possibile contestando falsamente Forza Italia. La mancata ratifica di quella variazione di bilancio avrebbe determinato una decurtazione del 10 per cento dei pagamenti a favore delle imprese. La vera stampella per la giunta Alessandrini è rappresentata, invece, da quei consiglieri particolarmente dediti alla pratica del gettone mordi e fuggi».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, invece ha giustificato la sua scelta diversa: «La decisione di abbandonare l’aula al momento del voto non è stata un segno di irresponsabilità».
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