M5S incalza Marsilio: non restare zitto

Le reazioni delle opposizioni in Abruzzo: da Taglieri e Di Girolamo a Paolucci e Pezzopane
PESCARA. Una pioggia di reazioni da parte delle opposizioni. Ma il centrodestra rimane rigorosamente in silenzio.
Sullo stop alle cessioni dei crediti d’imposta, che decapita il Superbonus, i più incisivi sono i 5 Stelle, che vantano la paternità dello strumento. «Marco Marsilio, in quota Fratelli D’Italia, deve dire immediatamente da che parte sta: vuole fare il presidente della Regione Abruzzo e quindi dare risposte agli abruzzesi, o il luogotenente di Giorgia Meloni, che in Abruzzo sta stritolando più di 500 imprese, oltre 6.000 posti di lavoro e più di 1.000 cantieri?», è l’incipit di Francesco Taglieri, capogruppo M5S in Regione.
«Il presidente della Regione dovrebbe anche spiegarci in che modo Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, hanno intenzione di coprire, in Abruzzo e nel resto del Paese, tutti quei costi per le casse pubbliche che saranno generati dalla crisi occupazionale, economica ed energetica che seguirà lo smantellamento dei bonus edilizi», aggiunge Taglieri.
La senatrice abruzzese dei 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, rincara la dose: «Dopo l'assurda conferenza stampa, nella quale il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si è sbrigato a stoppare la cessione dei crediti fiscali con una velocità da campione olimpico, gettando nello sconforto l'intera filiera delle costruzioni, dal partito di Giorgia Meloni», svela Di Girolamo, «arriva un emendamento al decreto Ricostruzione a firma del senatore aquilano Guido Liris che chiede l'estensione, fino a tutto il 2025, del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico nei crateri del Centro Italia del 2009 e del 2016. In parole povere», afferma, «il meccanismo fiscale che per la premier è “brutto e cattivo”, perché mette a repentaglio le casse dello Stato, per gli esponenti del suo partito è il migliore degli aiuti per le aree colpite dal sisma. Questa maggioranza è un ginepraio di contraddizioni».
Dal fronte dei Dem si alzano tre voci che viaggiano in perfetta sintonia con chi potremmo già chiamare alleati del Pd: «Marsilio dovrà ora decidere se stare con la Meloni, come ha sempre fatto in questi quattro anni di legislatura», scrive Silvio Paolucci, capogruppo in Regione del Partito Democratico, «oppure se stare con migliaia di abruzzesi che saranno costretti a chiudere i cantieri e a restituire loro le spese sostenute e con quelle ditte che falliranno se il testo rimarrà invariato. La Regione», chiede Paolucci, «convochi urgentemente un tavolo con forze politiche, parlamentari e associazioni di categoria per chiedere modifiche capaci di mettere in sicurezza i cantieri già avviati e concedere una proroga per quelle domande in itinere, in modo che le imprese possano terminare i lavori già avviati e recuperare liquidità». Sempre dal fronte Pd, scende in campo Stefania Pezzopane che esclama: «Eppure la presidente Meloni in campagna elettorale aveva promesso il contrario. Questa decisione va contro i più deboli e genera disoccupazione, aggrava la crisi sociale e colpisce il prodotto interno lordo del Paese».
Infine da Sandro Mariani, consigliere regionale della civica “Abruzzo in Comune”, arriva una chiamata alle armi trasversale: «Rivolgo un appello a tutti i parlamentari abruzzesi affinché facciano sentire la voce del territorio e delle migliaia di imprese che tra poco rischieranno di chiudere i battenti, lasciando cantieri fermi e inconclusi, e mettendo in crisi decine di migliaia di posti di lavoro nel comparto edile». (l.c.)

