M5S: «Sui nuovi ospedali solo propaganda»

I consiglieri pentastellati contro la giunta Marsilio sui presidi annunciati a Lanciano, Vasto e Avezzano
«Parole al vento, propaganda». Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – Sara Marcozzi (capogruppo), Pietro Smargiassi, Giorgio Fedele e Francesco Taglieri – bollano gli investimenti annunciati dalla giunta Marsilio sui nuovi presidi ospedalieri di Lanciano, Vasto e Avezzano nel nuovo accordo di programma per l'edilizia sanitaria presentato qualche settimana fa. Un piano che stanzia 104 milioni di euro per il nuovo ospedale di Avezzano, 97 per quello di Lanciano e 111 per quello di Vasto.
«Dal giorno dell'insediamento», afferma Marcozzi, «la giunta Marsilio parla di come utilizzerà i fondi messi a disposizione dal Governo ancor prima di aver messo in campo tutto quanto necessario per reperirli. Infatti non sono ancora stati approvati atti di programmazione come il Piano sanitario regionale e la Rete ospedaliera. Senza questi due documenti, che il centrodestra non è ancora riuscito a far passare, ogni investimento rimane a tutti gli effetti bloccato».
Altro che nuovo ospedale, sottolinea Taglieri: a Lanciano «non si è fatto altro che ridurre al minimo i servizi, senza sostituzioni di macchinari obsoleti né assunzione di nuovo personale. Anche le tempistiche sono poco credibili: come si può pensare che si arrivi alla fine del progetto per il 2027 se non sono bastati dieci anni per bonificare il Renzetti dall'amianto?».
«Sono oltre 20 anni che sento parlare del nuovo ospedale di Vasto», dice Smargiassi, «nel luglio scorso l'assessore Nicoletta Verì e il direttore generale della Asl Thomas Schael avevano già illustrato il profilo del nuovo ospedale, chiarendo però la necessità di una copertura economica di circa 150 milioni di euro, mentre nella presentazione del mese scorso i fondi previsti sono stati individuati in 111 milioni. È evidente che qualcosa non torni».
Sull’ospedale di Avezzano interviene invece Fedele: «Un governo regionale che avesse voluto davvero risolvere i problemi del presidio avrebbe iniziato a lavorarci dal primo giorno di insediamento. Siamo tutti a conoscenza delle gravissime problematiche di una struttura in cui mancano spazi adeguati, dove non sempre sono garantite le funzionalità previste e si impone al personale un impegno che va bel al di là dei doveri contrattuali».

