Ma è anche il giorno delle proteste

Commercianti in piazza a Pescara e Vasto, una delegazione aquilana a Roma
PESCARA . È il giorno della protesta contro le misure anti-Covid adottate dal Governo. Ristoratori e gestori di locali saranno in piazza per dire no alla chiusura dei locali alle 18. In Abruzzo la contestazione avrà modalità differenti: la manifestazione più corposa è quella organizzata da Confartigianato, Confesercenti, Cna e Confcommercio, che si ritroveranno alle ore 18, in piazza della Rinascita, a Pescara. All'iniziativa parteciperanno operatori di tutti i settori «messi in ginocchio dal recente provvedimento».
Nel corso della manifestazione verrà presentato il pacchetto di richieste elaborato dalle associazioni e finalizzato «a far sì che le imprese dei diversi settori e dei relativi indotti possano sopravvivere».
A Vasto, alle 11,30, in piazza Rossetti la Confcommercio di Chieti darà vita ad una protesta pacifica "statica" sulla scia dello slogan #sono a terra.
A Teramo, Fipe e Confcommercio hanno scelto la formula del webinar, mentre una delegazione di ristoratori aquilani raggiungerà Roma, per aderire all'evento nazionale. «Gli incassi, nei mesi scorsi, sono diminuiti del 50%», fa sapere Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, «questo ulteriore provvedimento colpisce solo i pubblici esercizi, che sono stati il capro espiatorio, ma sappiamo che la curva dei contagi è aumentata con la riapertura delle scuole, per i problemi nei trasporti. L'attività imprenditoriale è fatta di programmazione: non può essere bloccata una filiera all'improvviso». Giammarco Giovannelli, presidente Confcommercio Teramo, ha organizzato un webinar «per raccogliere le istanze della categoria e rivolgere un appello a Governo e Regione, perché mettano al centro della propria programmazione la tutela della categoria». Critico anche il presidente regionale di Cna turismo, Claudio Di Dionisio (foto a sinistra): «Le misure restrittive contenute nel nuovo Dpcm su congressi ed eventi fieristici, strutture termali e centri benessere, parchi tematici e divertimento, professioni della montagna e guide turistiche, ristorazione e attività ricettive, noleggio veicoli e altre attrezzature e attività all’aperto», dice, «comporteranno la chiusura definitiva di tantissime attività turistiche, impossibilitate non solo a sopravvivere, ma anche a restituire le esposizioni economiche contratte nel periodo del precedente lockdown. Seppur d’accordo nel valutare ogni forma di prevenzione necessaria a contenere l’epidemia, non riusciamo a comprendere come si intervenga senza criterio anche contro quelle attività che hanno dimostrato senso civico e responsabilità nell’attuare tutti i protocolli richiesti dai precedenti decreti». L'altro problema riguarda la riduzione del trasporto pubblico. Il presidente della Cna- Fita Abruzzo, Gianluca Carota, si dice «stupefatto delle affermazioni rilasciate dal presidente della Tua, Gianfranco Giuliante, che ha annunciato «il ridimensionamento del parco mezzi e l'interruzione dell'utilizzo dei privati. Desta stupore il fatto che gli annunciati tagli delle corse siano formulati di fronte a unanimi e autorevoli valutazioni degli esperti sui rischi che derivano dal sovraffollamento dei mezzi pubblici».
«In sostanza, nel momento in cui una parte dell’utenza viene meno temporaneamente, perché gli studenti delle scuole superiori sono impegnati con la didattica a distanza», conclude Carota, «anziché mantenere l’offerta attuale, in grado di garantire con certezza il distanziamento delle persone sui mezzi pubblici, si taglia. In tutto ciò, stride l'assordante silenzio della Regione». (m.p.)

