Ma c’è chi vuole telecamere e souvenir

4 Luglio 2018

Al lido della Madonnina tra clienti milanesi, romeni e inglesi. E focacce pugliesi

PESCARA. Sul lungomare mancano le botteghe artigiane con i souvenir e i prodotti tipici made in Abruzzo. E sulle spiagge mancano le telecamere di sorveglianza .
Michele “The best” Lerri, ieri era di turno al chiosco Playa Paloma, zona Madonnina, gestito dalla cooperativa Eta Beta. Una distesa immensa di sabbia a disposizione del punto ristoro, aperto 10 giorni fa, che conta ad inizio stagione clienti milanesi, laziali, spagnoli e inglesi. Aperto fino a notte fonda, Playa Paloma di notte si trasforma con le seratine “vinile” a base di long drink, fritture di pesce e arrosticini al chiaro di luna, spettacoli teatrali sulla pista open space, 4 campi di beach tennis, ping pong e basket. Vengono anche servite focacce pugliesi a 1,50 euro. Lerri ama Pescara: «È una città bellissima, però abbiamo un mare che non possiamo “vendere” perché non siamo Puglia, Sardegna, Sicilia. Il marchio Pescara si potrebbe vendere, però, attraverso una fila di botteghe con i prodotti tipici e i souvenir che ogni turista vuole riportare a casa». Il controllo delle spiagge libere «passa attraverso la videosorveglianza» è l’opinione di Adrian Canila, cuoco romeno di passaggio in città, «ma manca».
Antonio Sola, ambulante di frutta sulle spiagge, ha il terrore di usare il fischietto per richiamare l’attenzione dei bagnanti: «Dal giornale il Centro ho appreso che l’ordinanza regionale lo vieta, potrei non usarlo dalle 14 alle 16, durante l’ora del sonnellino. Ma sono indeciso, devo informarmi. In ogni caso se urlo “anguria, melone, cocco” disturbo molto di più del fischietto». Sola è di Poggioreale, Napoli, ma dice di essere residente da 13 anni a Montesilvano. Il suo colorato carretto, con annessa fontana di acqua corrente, è stracolmo di frutta. Quella mista con melone, cocomero, ananas e cocco costa 6 euro. Passa un ragazzo romeno, Jordan Ronco, e ordina uno spiedino con tre pezzi di cocco a 1,50. Fischietto d’ordinanza anche per altri due napoletani che vendono ciambelle e bibite lungo la battigia. (c.co)
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