Ma c’è la bocciatura bis per la prevenzione

20 Luglio 2024

La Fondazione Gimbe piazza l’Abruzzo all’ultimo posto in Italia. E Paolucci (Pd) torna ad attaccare

PESCARA. Livelli essenziali di assistenza: dopo il Ministero della Salute anche la Fondazione Gimbe boccia la Regione Abruzzo.
La notizia, ripresa ieri dai siti online dei maggiori quotidiani economici italiani, ha scatenato nuovamente la reazione dell’opposizione. «L'Abruzzo ha il peggior differenziale d'Italia tra i Livelli essenziali di assistenza 2022 rispetto a quelli del 2021: in sostanza è ultima. Forse Marsilio e la sua Giunta nelle loro dichiarazioni entusiastiche leggono le classifiche al contrario, vero è che abbiamo rimediato una figuraccia nazionale». Così dice il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci
«Già l’analisi del Ministero della Salute è stata impietosa, la classifica generale analizzata poi dalla Fondazione Gimbe», prosegue Paolucci, «ci colloca ultimi e con 30,86 punti in meno rispetto al 2021. Ci vuole coraggio, anzi, faccia tosta, a definire la sanità abruzzese un modello, mentre si tagliano servizi e prestazioni agli utenti a causa del disavanzo. Ce ne vuole anche a restare inerti mentre crescono le liste di attesa anche sulle urgenze e si costringono gli abruzzesi a fuggire e a non fare prevenzione, come confermano i dati ministeriali sui Lea che vedono proprio nell’area prevenzione il nostro maggior problema».
«Serve un cambio di passo per salvarci da un nuovo commissariamento, sempre più vicino per l'enorme deficit che le Asl abruzzesi stanno accumulando», afferma il dem, «e per evitare che l’autonomia differenziata affondi definitivamente l’Abruzzo: questo conferma l’osservatorio Gimbe». Il capogruppo del Pd approfondisce la sua analisi.
«I numeri, comparati agli anni precedenti, descrivono un vero e proprio declino», incalza Paolucci. «Va male anche il punteggio totale Lea, che nella classifica relativa ci vede in coda, nella zona rossa, al sestultimo posto, con 184,59 punti, situazione che racconta un Abruzzo incapace di assicurare prevenzione (49 il punteggio, mentre la sufficienza dovrebbe essere 60) e al di sotto anche di altri importanti parametri nelle tre aree di analisi (quella ospedaliera e quella sugli allarmi-target per l’emergenza, oltre la prevenzione)».
«Il monitoraggio del Ministero della Salute 2022 e la debacle sulle cure essenziali che emerge», aggiunge, «conferma l’aggravamento della frattura strutturale tra Nord e Sud e vede l’Abruzzo inadempiente proprio quando entra in vigore la legge sull’Autonomia differenziata. Questo deve allarmarci, perché», conclude Paolucci, «se già abbiamo una posizione di tale svantaggio, non oso pensare agli effetti reali che provocherà sui cittadini e sul nostro comparto sanitario, già provati da una gestione che non offre rimedi all’altezza dei problemi e delle sfide». (c.s.)
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