«Ma di tanti ragazzi non ho ancora notizie»

Khutornenko, a capo della fondazione che collabora col sodalizio casalese: amo l’Italia e la Maiella
CASALINCONTRADA. Valentyna Khutornenko è chiusa da quattro giorni in uno scantinato di un villaggio vicino a ‹ernihiv, città di 280mila abitanti, a 80 chilometri da Chernobyl. In città non ci sono luce, gas e acqua. Ha batterie però che le permettono di tenere in vita almeno il telefonino con il quale è in contatto con Rita Malandra, a Casalincontrada. Ieri i russi di Putin hanno bombardato anche l’ospedale della sua città.
Valentyna è stata la creatrice, 33 anni fa, della Fondazione pro infanzia di ‹ernihiv, della quale è anche a capo. Il 9 gennaio 2020, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha insignita del titolo di ufficiale dell’Ordine della stella d’Italia, su proposta del ministero degli Esteri, l’onorificenza che viene consegnata a chi acquisisce benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia tra i Paesi esteri e l’Italia. È lei, infatti, la referente in Ucraina dell’associazione di Casalincontrada I bambini visti dalla luna e con questo sodalizio cura i progetti che portano i bambini del suo Paese al soggiorno terapeutico in Italia una o due volte l’anno. E in Abruzzo viene 2-3 volte l’anno.
«La situazione qui è bruttissima», dice in un italiano quasi perfetto interrotto soltanto da qualche colpo di tosse, «non si può uscire dalle case, è tutto bloccato. Mia sorella si trova in un altro scantinato. Non so nulla dei ragazzi che hanno trascorso il soggiorno terapeutico a Casalincontrada e che abitano in questa città perché i numeri di telefono li ho lasciati in ufficio e sono fuggita. Ho qualche numero dei direttori delle loro scuole: li ho chiamati ma nessuno risponde. Ho sentito che in un altro villaggio non lontano da qui, tre bambine e tre donne stanno in uno scantinato con una vecchietta morta da 3-4 giorni e non possono portare la salma fuori perché non possono uscire. Io in Italia? Non posso venire per adesso perché tutte le strade sono bloccate. Lavoro da 30 anni con gli italiani e con l’associazione di don Enrico e ho il vostro Paese nel cuore: amo l’Italia. Conosco tutte le vostre strade e anche i boschi della bellissima Maiella». (r.o.)
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