Ma frutta e verdura restano stabili

14 Marzo 2022

Nessun aumento, per ora, sugli ortaggi. Coldiretti: «Forse i ritocchi a primavera»

PESCARA. Se all'ingrosso i prezzi sono in crescita, diversa è la situazione nei mercati. Da Campagna Amica, i prezzi di frutta e verdura di stagione sono rimasti pressoché invariati, con qualche riduzione per quel che riguarda i prodotti «a fine ciclo», spiega Jacopo Di Battista, coordinatore del mercato di Campagna amica a Pescara, «che si vendono a prezzi più concorrenziali, mentre i prodotti coltivati in serra, fuori stagione, costano di più». Secondo il listino relativo a febbraio i broccoli possono variare da un minimo di 1,80 a un massimo di 2 euro. Stessa oscillazione per l'indivia, l'insalata lattuga o la bieta, i cui prezzi rispetto ai mesi scorsi sono rimasti invariati.
Più ampia la forbice dei finocchi che vanno da un minimo di 1,30 a un massimo di 2 euro, ma alla fine il prezzo del prodotto maggiormente acquistato è proprio 2 euro. «All'interno dei mercati di Campagna amica, i prezzi sono rimasti invariati per un principio del mercato stesso, che è quello del prezzo giusto sia per consumatore che per produttore. Questo vuol dire che la marginalità di guadagno del produttore si è ridotta, ma si cerca sempre di andare incontro alle esigenze dei consumatori», continua Di Battista. «Nei mercati il rapporto consumatore-produttore è diretto, basato sulla fiducia, sulla contrattazione e sull'arrotondamento del prezzo finale».
«Una filiera corta sicuramente agevola il consumatore», ribadisce Giuseppe Scorrano, presidente associazione Agrimercato e Coldiretti giovani impresa Abruzzo. «Per il momento per i prodotti del terreno non si risentono ancora i rincari, che invece sicuramente si andranno a innescare nella campagna produttiva di primavera. Le prospettive però non sono rosee e per quanto riguarda trasformazioni e lavorazioni che vedono un impiego di gas e luce, gli aumenti dei prezzi saranno inevitabili».
Per Scorrano sebbene la guerra produca conseguenze sulle risorse naturali e sul grano, per toccarle con mano serve più tempo. «L'aumento della pasta per via delle difficoltà di approvvigionamento del grano, oggi, è solo una speculazione. Serve tempo per vedere da vicino le conseguenze. Un fattore però potrebbe essere positivo», prosegue. «Ritornare a produzioni italiane, anche nel settore grano, dove si è privilegiato fino ad ora più un aspetto quantitativo che non qualitativo». (m.pa.)