Ma gli apicoltori dissentono: buona annata

Venti (Associazione abruzzese): disastro fino all’anno scorso, nel 2018 le cose vanno meglio
PESCARA. . Caldo associato all'assenza di pioggia. È questa la combinazione killer delle api. È questa situazione a determinare siccità e di conseguenza scarse risorse floreali. Il tutto si traduce nel calo della produzione di miele. Una situazione che, se pure evidente negli ultimi anni, nel 2018, a differenza di quanto sostiene Coldiretti, sembra far tirare un sospiro di sollievo ai produttori. I dettagli li spiega Roberto Venti, medico veterinario socio fondatore dell'Associazione apicoltori abruzzesi, esperto in sanità, allevamento e produzioni zootecniche.
Com'è l'andamento della produzione di miele nella regione verde d'Europa?
«Negli ultimi due anni è stato disastroso. Nel 2017, da giugno in poi non ha piovuto ed è stata una catastrofe. Quest'anno le cose vanno meglio. In Abruzzo la situazione cambia molto in funzione della tipologia produttiva. A maggio ci sono stati problemi per la pioggia, mentre giugno e luglio sono stati discreti. Complessivamente, rispetto all'anno scorso, possiamo dire che la situazione è positiva. Poi dipende dal territorio».
I problemi rilevati dai produttori abruzzesi quali sono?
«Il caldo associato all'assenza di pioggia sicuramente è il primo problema perché determina siccità e scarse risorse floreali. L’anno scorso siamo stati addirittura costretti ad alimentare noi le api, visto che erano in difficoltà. Quest'anno non è stato necessario».
Il prezzo del miele varia in base a queste situazioni?
«La questione dei prezzi è influenzata dalla produzione e quindi dal clima. Rispetto al 2017 sono rimasti stabili. Su grandi partite c'è stato un discreto calo. Il millefiori non è stato tantissimo mentre di miele d’acacia ce n'è stato di più. Questo ha fatto variare i prezzi in base alla tipologia».
E oltre al clima e al mercato quali sono i nemici degli apicoltori e delle api?
«Sicuramente l'importazione dai Paesi esteri. Poi c'è spesso un movimento non tracciato e in nero che potrebbe falsare la provenienza del miele. Definire l'esatta provenienza di un prodotto come il miele è molto complicato. E non solo per il miele. Se si andasse a guardare la pappa reale, i dati sarebbero ancora più allarmanti». (p.g.)
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