Ma i cittadini vogliono lo stop a mezzanotte

23 Maggio 2021

Di Filippo (comitato Tranquillamente Battisti): «La movida va spostata in altre zone dopo un certo orario»

PESCARA. «No alla deregulation degli orari notturni». Nel momento in cui la movida riprende i suoi ritmi e i locali puntano a tornare alla “normalità” senza i vincoli imposti dal coprifuoco (che per ora resta alle 23), anche i residenti di piazza Muzii e dintorni dicono la loro, guardando a ciò che accaduto nell’ultimo periodo, a causa della pandemia.
«È bene che gli operatori economici abbiano la possibilità di recuperare un anno di perdite», dice Federico Di Filippo, alla guida del comitato di residenti Tranquillamente Battisti. «Noi non siamo contrari all’aumento degli spazi concessi per i tavolini, così come non siamo contrari all’eliminazione temporanea di tasse, canoni comunali e regionali a carico degli operatori, anche se le gabelle ricadrebbero sull’intera comunità», prosegue. «Tuttavia occorre non trasformare le prossime settimane in una banale competizione tra “prudenti” ed “aperturisti”» ed è ciò che potrebbe accadere aprendo il confronto sugli orari dei locali.
«Occorre una razionalizzazione degli interventi che non possono essere solo additivi» per cui non si può pensare a misure che prevedano, in definitiva, «più spazio esterno, possibilità di lavorare all’interno, orari più lunghi, provvedimenti fiscali, e così via a sommare», riflette Di Filippo.
«Chi frequenta il quartiere avrà notato che negli ultimi mesi, finalmente, la maggior parte delle attività lavorano dal mattino e non più esclusivamente la notte», quando i clienti si ritrovano all’esterno dei locali e il vociare crea un disagio estremo a chi vive nei palazzi della zona.
Aprendo anche di giorno, per compensare le chiusure imposte dal coprifuoco, si struttura «un nuovo modo di lavorare, più sostenibile e compatibile con gli abitanti del quartiere. Un modo di lavorare che si sposa meglio con la vocazione del centro urbano, anche in termini di qualità della frequentazione». Detto ciò, Di Filippo chiede che non sia «tutto vanificato con una immediata deregulation degli orari notturni. Questo non vuol dire mettere il freno al turismo», anzi i residenti di piazza Muzii e dintorni credono che il divertimento potrà «trovare sfogo ed attrattiva, dopo la mezzanotte, in altre zone della città che per loro natura offrono spazi e distanze dalle abitazioni meglio compatibili con la movida notturna, purché tutto si svolga nel rispetto delle norme». (f.bu.)
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