Ma i gestori protestano: «Adesso faremo ricorso»

Le associazioni contestano il provvedimento: «Così si svuota Pescara» Taucci: «Nessuno ha voluto trattare con noi». Di Lorito: «Locali penalizzati»
PESCARA. Potrebbe finire all’attenzione del Tar il piano di risanamento acustico di piazza Muzii. L’approvazione del documento in consiglio, che introduce delle regole per la movida del distretto del food and beverage centrale di Pescara, non è andata giù agli esercenti che ieri a conclusione della seduta hanno esposto di fronte a Palazzo di Città manifesti contro l’amministrazione, scagliandosi soprattutto contro Carlo Masci, “Il sindaco che affama Pescara”, si leggeva su un cartellone, mentre su un altro, “Masci, sindaco di Chieti”. E poi ancora “il ricatto a Cremonese lo pagherete a vostre spese”, riferendosi all’avviso che nei giorni scorsi è arrivato da Masci diretto ai consiglieri di Fratelli d’Italia, per cui se ci fosse stato un voto contrario, il posto dell’assessore in giunta sarebbe saltato.
Ora che il disco verde è arrivato, i referenti delle associazioni di categoria annunciano un possibile ricorso. «Attendiamo la pubblicazione del regolamento», avvisa il direttore di Confesercenti, Gianni Taucci, «approfondiremo le modifiche introdotte con gli emendamenti approvati, presenteremo le osservazioni e poi valuteremo di impugnarlo di fronte al Tar. Siamo dispiaciuti, perché si è dato vita a un processo che complicherà la vita di Pescara. C’erano tutte le possibilità per poter mediare e invece non c’è stata nessuna disponibilità da parte dell’amministrazione».
«Tanto tuonò che piovve», aggiunge il coordinatore di Cna, Luciano Di Lorito. «L’amministrazione non è stata in grado di accogliere le istanze provenienti da mondi importanti della città, dimostra di navigare a vista e di non governare i processi della città secondo una strategia unitaria. Ora attendiamo la pubblicazione della delibera, faremo le osservazioni e valuteremo il ricorso. Il piano è sbilanciato e non tiene conto delle esigenze delle attività che avevano investito, e che vengono fuori da una crisi economica importante. Tutte queste tensioni hanno fatto sì che questo iter sia stato bloccato in consiglio per più di un mese, nemmeno fosse stato il bilancio».
«Si è persa un’occasione di ascolto delle associazioni e questo ci mortifica», sottolinea il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale. «Abbiamo fatto di tutto affinché non si arrivasse a questo punto. Il piano si fonda su un principio sbagliato poiché mira a diminuire il rumore, riducendo il numero delle persone. Noi abbiamo dimostrato, invece, attraverso rilevazioni condotte a novembre, che anche con la piazza semideserta, vengono registrati sforamenti di decibel. Chi ha votato questo piano dovrà prendersene la responsabilità, quando molti esercenti andranno via e non investiranno più su Pescara».
«Fino all’ultimo avevamo chiesto quanto meno di slittare l’approvazione a settembre per passare la stagione estiva», ricorda il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano. «Abbiamo fatto i salti mortali per evitare che questo documento entrasse in vigore. Ora il percorso è stato definito, leggeremo il provvedimento e valuteremo, compatti, come lo siamo stati fin dal primo giorno, il da farsi».
Voce fuori dal coro quella di Dino Lucente di Casartigiani: «Noi abbiamo ritenuto fin dall’inizio che fosse giusto approvare il nuovo piano. Le regole vanno rispettate soprattutto perché i rumori rilevati derivano dal carico antropico e dall’asporto di bevande alcoliche, che tra l’altro è vietato da una legge nazionali».

