Ma il bar Fabrizi abbassa le serrande: incassi troppo bassi

18 Novembre 2020

PESCARA. Nonostante che bar e ristoranti possano continuare a restare aperti, limitando, tuttavia, la propria attività al solo asporto o alla consegna a domicilio, c'è anche chi ha scelto di fermarsi...

PESCARA. Nonostante che bar e ristoranti possano continuare a restare aperti, limitando, tuttavia, la propria attività al solo asporto o alla consegna a domicilio, c'è anche chi ha scelto di fermarsi e tenere abbassate le serrande del proprio locale. È il caso di Bar Fabrizi, la caffetteria lungo via Nicola Fabrizi dei fratelli Gianni e Mario Dottore.
Una scelta che hanno preso già nel passaggio dell'Abruzzo in area arancione, confermata con l'ingresso in zona rossa. «Non abbiamo ritenuto opportuno proseguire solo facendo l'asporto», spiega Gianni Dottore. «La spesa non vale l'impresa. D'altro canto il nostro è un bar che vive di rapporto umano. Le persone si vengono a relazionare nel nostro locale, tra di loro e con le chiacchiere scambiate con noi, e limitare il tutto al solo caffè da asporto non era nelle nostre corde».
L'attività aveva già subito notevoli cali nei fatturati con le chiusure anticipate alle 18 per i bar e i ristoranti. «Quella decisione», aggiunge il titolare dell’attività, «già ci aveva creato un calo del 30 per cento, con quattro ore in meno di lavoro. La situazione è ulteriormente peggiorata a causa delle scelte di questa amministrazione comunale che ci ha completamente abbandonato e attraverso i vigili urbani, con le continue multe di quei clienti che si fermavano anche per pochi istanti in doppia fila, pur in una strada deserta». «Continuare a lavorare per incassare pochissimo», conclude Dottore, «non ci è sembrata la scelta più giusta». (m.pa.)