«Ma il personale è abbandonato»

I sindacati: «Costretti a sostituirsi alle Asl, ma non ricevono nemmeno le Ffp2»
PESCARA. Con il tracciamento dei contagi saltato a causa dei grandi numeri dovuti alla variante Omicron, sono gli insegnanti a trattare con i genitori degli studenti preoccupati per i contagi, mentre sono i dirigenti scolastici ad assumersi la responsabilità di mandare le classi in didattica a distanza. Questo è lo scenario di grande emergenza fotografato dai sindacati Flc Cgil e Cisl Scuola, secondo cui il personale scolastico è «abbandonato a se stesso», mentre le mascherine Ffp arrivano a singhiozzo e i tamponi sono a carico di personale e genitori.
«Chi è fuori dalla scuola non percepisce la situazione di estrema difficoltà e di frammentarietà delle lezioni, con gli studenti rimbalzati tra la didattica in presenza, quella a distanza e quella integrata», dice Davide Desiati, segretario della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, «ma questa situazione e questi grandi numeri ce li aspettavamo, avevamo chiesto che si tornasse a scuola una o due settimane dopo rispetto alla data prevista, quindi dopo il picco dei contagi». Aggiunge Pino La Fratta, segretario della Flc Cgil Abruzzo e Molise: «Avevamo anche chiesto interventi strutturali per garantire il distanziamento e dispositivi per la sanificazione dell’aria nelle classi. Bisognava farlo prima».
Due le richieste urgenti. La prima: «Chiediamo dati aggiornati sui casi nelle scuole, per poter decidere per ogni situazione se ci sono le condizioni di sicurezza. Basta indicazioni generali e responsabilità tutta sul personale», dice La Fratta.
La seconda: «È necessario somministrare il vaccino pediatrico direttamente nelle scuole e accompagnare l’azione con campagne di sensibilizzazione per i genitori, perché i bambini coperti sono ancora troppo pochi», aggiunge Desiati, secondo cui è necessario anche «dare priorità al personale scolastico nella somministrazione della terza dose: in tanti segnalano prenotazioni possibili solo da metà febbraio in poi negli hub vaccinali». (l.t.)

