Ma in due casi il Carroccio soffre

Le comunali di Pescara e Giulianova fanno tornare i salviniani coi piedi per terra
PESCARA. Ma l’analisi del voto delle comunali nelle grandi città riporta anche la Lega con i piedi sulla terra. Accade dove meno te lo aspetti, cioè a Giulianova, la città a un tiro di schioppo da Roseto dove vive Giuseppe Bellachioma, leader politico del partito, e voce in Abruzzo di Salvini. Ebbene, nella corsa per il nuovo sindaco giuliese, che si deciderà il 9 giugno al ballottaggio tra Jwan Costantini e Pietro Tribuiani, la Lega non supera il 17% delle preferenze al primo turno, attestandosi su valori più che dimezzati rispetto al dato medio abruzzese. A Giulianova non si può parlare di effetto traino del partito di Salvini, come invece è accaduto quasi ovunque nei comuni tornati alle urne. Ma c’è anche un altro dato giuliese anomalo. Riguarda però Forza Italia, fermo a un imbarazzante 1,64%, alle spalle di Fratelli d’Italia che pure è nettamente al di sotto della media regionale con il suo 3,13%. Questi valori, sommati anche alle basse percentuali di poco superiore al 7% di Pd e Movimento 5 Stelle, sempre a Giulianova, la dicono lunga sulla differenza che esiste tra il voto d’opinione alle europee e quello alle amministrative, dove il candidato conta molto di più dei simboli. La stessa cosa, seppure con ruoli invertiti, è accaduta a Montesilvano dove la Lega ha trainato l’elezione del neo sindaco, Ottavio De Martinis, ma anche Forza Italia cresce raggiungendo il 14,74%, superiore di quattro punti rispetto al dato delle europee. Sempre nel comune costiero il Pd precipita ai livelli delle politiche di un anno fa, scendendo al 13,30%. Ed è solo quarto. Da Montesilvano, come da Giulianova, arriva quindi la conferma che, nello stesso giorno, un elettore può votare in modo diverso tra europee e comunali, cioè tra voto d’opinione e amministrativo. Una constatazione che diventa evidente analizzando il voto al Comune di Pescara dove la Lega ha avviato il motore diesel conquistando solo il 22% quando si è trattato di sostenere il sindaco eletto, Carlo Masci, mentre alle europee ha raggiunto nella stessa città il 30,13 per cento. La differenza è marcata ma opposta per Forza Italia che ha fatto segnare il 12,35% per le comunali, contro il 10,96 delle europee. In calo rispetto alle europee anche Pd e Movimento 5 Stelle, rispettivamente al 15,15 per cento e a 12,26%, contro il 20,71 e il 20,07 registrati per il voto europeo. Solo Fratelli d’Italia mantiene quasi le stesse percentuali di poco sopra il 7 per cento. Qual è l’analisi?
Confrontando il voto d’opinione con quello al candidato in carne ed ossa, a Pescara, la Lega ha preso 18.966 voti alle europee che sono diventati 13.139 alle comunali, perdendone 5.827. Il Movimento 5 Stelle è sceso da 12.634 voti delle europee a 7.554 preferenze delle comunali, perdendo 5.080 voti. E il Pd, a sua volta, ha perso 3.709 voti, passando dai 13.039 delle europee ai 9.330 delle comunali. Solo Forza Italia, al contrario degli altri partiti, ha incrementato di 698 il bottino della preferenze passando da 6.899 a 7.597 voti. Tutto ciò significa che a Pescara, su 65.772 elettori, un’ampia fetta, pari a oltre il 23% cento, ha votato diversamente tra l’Europa e il Comune. E il voto d’opinione ha perso per strada 15mila elettori quando è diventato un voto a candidati in carne ed ossa. (l.c.)

