«Ma in estate serve più tolleranza»

Cremonese: l’attività dei pubblici esercizi non va ridotta in particolari occasioni
PESCARA. «L’ordinanza del sindaco ha funzionato, i locali sono stati molto bravi perché hanno rispettato i limiti di legge per i rumori». A parlare così è l’assessore al commercio Alfredo Cremonese, in merito ai risultati dei controlli fonometrici effettuati dall’Arta al centro storico. «Grazie a questo provvedimento», ha detto l’assessore, «abbiamo trovato un giusto equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e quello a svolgere l’attività dei pubblici esercenti».
«Lunedì (domani, ndr)», ha affermato, «il sindaco dovrà decidere se prorogare o meno l’ordinanza per il centro storico sulla base delle considerazioni che farà con i tecnici e i dirigenti del Comune». «Masci, del resto», ha fatto presente, «non ha fatto altro che applicare le disposizioni previste dalla legge, cioè che i locali possono fare musica con porte e finestre chiuse e rispettando un orario nel caso dovessero essere privi di autorizzazione del questore. Inoltre, non si possono vendere alcolici sul suolo pubblico dopo la mezzanotte».
«A questo punto, secondo me», ha precisato Cremonese, «potrebbe anche non servire più questa ordinanza. Io sono dell’idea che abbia funzionato e che si possa convivere tra opposte esigenze. Anche se bisogna dire che un punto di equilibrio è difficile da trovare, ma si deve tenere conto che questa è una città turistico-commerciale e a fronte di una tranquillità garantita, sarebbe necessaria una maggiore tolleranza in estate, nei fine settimana e in occasione di particolari eventi».
Un appello a rivedere i provvedimenti per la movida è arrivato dal presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli. «L’amministrazione comunale», ha commentato, «dovrà necessariamente rivedere le ordinanze in essere per disciplinare la movida al centro storico, in piazza Muzii e nelle altre vie dell’intrattenimento alla luce degli ultimi rilievi dell’Arta, che ha certificato, come anche in precedenza, in occasione delle verifiche in zona piazza Muzii, come la fonte reale del disturbo ai residenti non provenga dai locali, ma dal rumore prodotto dagli avventori, ovvero dal carico antropico. Il rumore che supera i limiti dei decibel deriva dalla capacità attrattiva e dall’appeal che tali zone esercitano nei confronti dei giovani e dei clienti. Una presenza che Pescara non deve respingere, ma piuttosto conciliare con le esigenze dei residenti». (a.ben.)

