Ma l’attuale struttura scoppia: oltre trecento accessi ogni giorno
PESCARA. Gli incidenti stradali, le cadute dal motorino, col monopattino o in bicicletta, le scivolate a piedi, le ferite causate da infortuni casalinghi. Il pronto soccorso, in questi giorni, è...
PESCARA. Gli incidenti stradali, le cadute dal motorino, col monopattino o in bicicletta, le scivolate a piedi, le ferite causate da infortuni casalinghi. Il pronto soccorso, in questi giorni, è intasato a causa dei politraumi: il 40% dei casi trattati dal dipartimento delle emergenze. Non ci sono posti liberi: i pazienti vengono trasferiti negli altri ospedali della Asl, Penne e Popoli, che hanno raggiunto la piena operatività.
Circa 300 persone entrano ed escono quotidianamente dall’attuale presidio di emergenza di via Fonte Romana, guidato dal primario Alberto Albani, oppure vengono ricoverate nei vari reparti ospedalieri del monoblocco con le conseguenze di traumi più o meno gravi agli arti. Ai politraumi, si aggiungono gli ingressi per patologie croniche, soprattutto della popolazione anziana, che, rimasta chiusa in casa durante la pandemia, non si è curata aggravando, così, le proprie condizioni di salute. E non mancano neppure i malori passeggeri come cefalee e dolori addominali. Tra gli interventi gravi effettuati dai sanitari del pronto soccorso, l’accoltellamento ad un uomo, nei giorni scorsi in piazza Sacro Cuore.
«Abbiamo un alto afflusso di codici rossi, il 40% riguarda i politraumi», rivela Albani, referente delle Emergenze Urgenze, «tanti i pazienti che arrivano con politraumi causati da incidenti stradali, cadute dal motorino o, tantissime, in monopattino. Molte sono anche le persone che inciampano e si fanno male mentre camminano per strada. E sono anche tanti gli anziani che si rivolgono a noi con patologie cronicizzate durante il lockdown e ora aggravate». Albani osserva che il dipartimento sanitario sembra essere tornato ai tempi pre-pandemia con un «flusso impressionante» di accessi quotidiani, anche di patologie non gravissime. Le ambulanze del 118 urlano lungo le vie della città. La sala operativa del 118 scoppia di telefonate. Albani rilancia l’appello a «far ricorso al presidio di emergenza solo in casi di rischio vita» e a rivolgersi maggiormente «ai distretti territoriali e ai medici di base» che, soprattutto nei giorni festivi, sono sostituiti dalle guardie mediche operative durante la notte. (c.co.)

