Ma l’esame orale da dirigente ora si deve ripetere da capo
PESCARA. Il primo concorso di quest’anno del Comune, quello per un posto di dirigente tecnico, si è trasformato in un pasticcio. Su 57 candidati, 6 sono stati ammessi all’orale e poi sono stati tutti...
PESCARA. Il primo concorso di quest’anno del Comune, quello per un posto di dirigente tecnico, si è trasformato in un pasticcio. Su 57 candidati, 6 sono stati ammessi all’orale e poi sono stati tutti bocciati. Ora questi ultimi hanno presentato richiesta al Comune, in autotutela, di annullamento dell’esame orale, che dovrà essere ripetuto prima della prossima estate.
Questo perché è stato riscontrato un errore della commissione esaminatrice, in quanto all’orale sarebbero mancati i criteri di valutazione della prova stessa che andavano stabiliti dalla commissione prima dell’espletamento. Tale mancanza, contravvenendo a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto del presidente della Repubblica numero 487 del 1994, inficerebbe la validità della prova.
«Il vizio dedotto ed effettivamente riscontrato», hanno scritto i 6 candidati bocciati nella lettera inviata al Comune citando la sentenza del Consiglio di Stato, numero 7.115 del 2018, «ha comportato una radicale e insanabile illegittimità dell’operazione valutativa della prova orale del concorso, traducendosi in una grave violazione delle regole di trasparenza e imparzialità che devono presiedere ogni procedura concorsuale, attesa la valenza imperativa dell’articolo 12 del decreto del presidente della Repubblica numero 487 del 1994 risultando, in assenza della previa fissazione dei criteri di massima, ogni valutazione delle prove d’esame arbitraria e irrimediabilmente illegittima, pur in presenza di un eventuale giudizio, sintetico o analitico, di supporto al punteggio numerico attribuito». Da qui la richiesta di annullamento della prova orale, che si è svolta il 28 marzo scorso. (a.ben.)

