Ma l’impennata ha già iniziato a rallentare

27 Ottobre 2022

Su base settimanale scendono contagi e ricoveri. E gli attualmente positivi tornano sotto quota 15mila 

PESCARA. Se l’ondata autunnale del Covid c’è stata, questa però ha cominciato già a rallentare da giorni. Complice è stato anche il caldo anomalo che ha investito l’Italia e l’Abruzzo, che ha favorito la vita sociale all’aperto. Ma un ruolo lo hanno rivestito anche la sottovariante Omicron 5, che finora ha respinto le avanzate di altre “versioni” più contagiose del virus, e la stessa campagna di somministrazione della quarta dose del vaccino anti-Covid.
Il bollettino regionale di ieri conferma la tendenza in atto di leggera discesa. Innanzitutto dei nuovi casi di positività: ieri sono stati 915, mentre nel mercoledì precedente, a condizioni statistiche simili, erano stati 1.080.
I nuovi contagi sono stati individuati attraverso 5.597 tamponi (1.263 molecolari e 4.334 antigenici): il tasso di positività dei test è stato quindi del 16,35%. Più colpito ieri è stato ancora una volta il Chietino con 279 contagi registrati. A seguire l’Aquilano con 227, il Pescarese con 215 e infine il Teramano con 191. Tra le città, invece, più casi a Pescara (66), L’Aquila (57), Chieti (50), Montesilvano (35) e Lanciano (32).
I nuovi guariti sono stati molti più dei nuovi contagiati: 1.709 contro, appunto, 915. Per questo, il numero degli abruzzesi attualmente positivi è tornato sotto a quota 15mila (sono 14.963 per l’esattezza).
Dopo giorni di crescita, tornano a scendere anche i ricoveri. Sono infatti 169 i pazienti ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali abruzzesi, quattro in meno del giorno precedente. Cala anche il numero dei pazienti in Terapia intensiva: da 9 a 7 in un giorno.
Ma il dato è compensato purtroppo dalla segnalazione di altre vittime abruzzesi delle complicanze del Covid: si tratta di un 72enne e di altre due persone scomparse nei giorni scorsi ma che non erano state ancora registrate dalla Regione. Ora il tragico conto totale delle vittime abruzzesi dall’inizio della pandemia è salito quindi a quota 3.704. (l.t.)