Ma l’indagato nega tutto
Usava i guanti. Temendo le telecamere, ha staccato un modem
PESCARA. Era scaltro, il truffatore che si è presentato in più occasioni a casa di una novantenne per portarle via denaro e gioielli, in parte facendosi pagare come riparatore della caldaia e in parte rubando di nascosto. Sapendo di non dover lasciare traccia del proprio passaggio, durante alcuni interventi l’uomo ha indossato dei guanti.
E quando si è accorto della presenza di un modem lo ha spento, forse temendo che potesse essere collegato a un impianto di videosorveglianza. Ma non si è accorto dell’esistenza delle telecamere e ha agito proprio sotto gli occhi elettronici. Il finto manutentore era così zelante e preciso che si è presentato a casa della vittima perfino l’8 dicembre, in un giorno di festa (giorno dell’Immacolata Concezione), come ricostruito dal personale della squadra mobile durante le indagini su truffe e furti.
Di fronte ai poliziotti che ieri mattina lo hanno prelevato a casa e portato in carcere, l’unico indagato, Giuseppe Bartolozzi, accusato di truffa e furto aggravati dallo stato di minorata difesa della vittima e dalla recidiva, ha negato le proprie responsabilità. Ma oggi dovrà rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari.
Quella del falso tecnico è solo una delle tante identità che i truffatori scelgono per infilarsi a casa della vittima di turno e derubarla. Di recente i carabinieri hanno arrestato due finti corrieri napoletani, che hanno recapitato un pacco (con delle scatole di riso) a un’anziana facendole credere di doverle consegnare del materiale elettronico per il nipote. E la vittima ha pagato con 2950 euro e oggetti in oro. (f.bu.)

