Ma l’obbligo c’è per chi guida i Tir

2 Ottobre 2021

L’incognita del trasporto e consegna delle merci dopo il 15 ottobre

PESCARA. Il Green pass diventa obbligatorio anche per gli autotrasportatori sollevando incognite sul trasporto delle merci e sulla loro consegna. I camionisti saranno pronti per il 15 ottobre a mettersi in regola oppure i trasporti su gomma subiranno conseguenze? Il rischio di forti ritardi o delle mancate consegne si potrà misurare solo dal giorno dopo del via all’obbligo della certificazione verde imposto a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, tra i quali rientrano anche quelli della logistica e del trasporto merci.
Nello specifico, l’ambito lavorativo privato è regolamentato dall’articolo 3 del decreto che impone l’obbligatorietà dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021, data in cui dovrebbe terminare lo stato di emergenza, a meno che non si verifichino ulteriori criticità. Il testo afferma che il Green pass è obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro. Spetta ai datori di lavori verificare la correttezza delle prescrizioni mediche, anche a campione, tra i loro dipendenti. Ma nel caso dei camionisti c’è una larga fetta di padroncini, cioè di autotrasportatori padroni di se stessi. Un dipendente, privo di Green pass senza giustificazione, deve essere sospeso dal lavoro per garantire la sicurezza e la salute degli altri lavoratori. Non può essere licenziato né subire conseguenze disciplinari, ma durante il periodo di sospensione non riceve la retribuzione né altri compensi. Nel caso dei padroncini però che accadrà? Le imprese che invece hanno meno di 15 dipendenti possono sostituire momentaneamente il lavoratore sospeso dopo il quinto giorno di mancata presentazione di certificato, per una durata che comunque non può essere superiore a 10 giorni, né oltrepassare la data ultima dell’obbligatorietà del 31 dicembre. (u.c.)