«Ma l’opera sarà realizzata per il bene della città»

12 Marzo 2023

Il sindaco in una lettera al Centro conferma di voler realizzare la Casa di comunità: è molto importante

È più importante che in un'area libera, destinata a servizi pubblici, utilizzata finora a giardino di quartiere, venga realizzata una Casa di comunità, cioè una struttura sanitaria pubblica al servizio dei malati e delle persone anziane, utile anche a decongestionare il nostro Pronto soccorso, perennemente pieno, oppure che quell'area venga conservata nelle condizioni attuali? Un sindaco che tiene ai propri concittadini questa domanda se la pone certamente, ma la risposta non può lasciare adito a dubbi. Prima i servizi sanitari, poi il giardino sotto casa, soprattutto se in 5 minuti di passeggiata a piedi dal giardino si raggiunge il più grande parco pubblico della città, la Riserva dannunziana. Ognuno può avere i suoi legittimi interessi, ma non può farli passare per interessi pubblici. Quello che non è accettabile, poi, sono le offese, le accuse, le falsità, le frasi ingiuriose proferite con violenza da alcuni nei confronti di chi ha una posizione diversa dalla loro, nei confronti di chi sta operando per dare a Pescara i servizi di cui ha bisogno. Pescara è prigioniera dei no; ogni volta che si prova a realizzare un'opera pubblica, che sia la filovia o un percorso dedicato agli autobus per un sistema di trasporto efficiente, un asilo nido o una scuola, un impianto sportivo o una Casa di comunità necessaria a garantire i livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria, qualcuno che ha un interesse personale in contrasto con quello pubblico, scatena una bagarre mediatica, condita da parole inaccettabili, per bloccare le opere ed evitare che vengano realizzate in prossimità della propria abitazione.
L'effetto nimby domina il pensiero di ciascuno, l'opera può essere fatta, ma non nel mio giardino. Il ruolo del sindaco è quello di operare per fornire ai propri concittadini servizi sempre migliori, cercando di trovare il massimo equilibrio tra interessi spesso contrapposti, non quello di non fare nulla per evitare di scontentare qualcuno. Nella nostra città stiamo lavorando per ampliare notevolmente le aree verdi a disposizione della comunità pescarese di almeno 150mila metri quadrati, cosa mai successa prima. A tale scopo stiamo acquisendo l'ex galoppatoio e il casello ferroviario alla pineta, eliminando via della Bonifica per riunire i diversi comparti della pineta, realizzando grandi parchi nell'area di risulta e nella zona nord. Quindi, affermare che stiamo distruggendo le aree verdi, solo perché abbiamo individuato spazi di modeste dimensioni, con destinazione urbanistica a servizi per la collettività pescarese, per realizzare strutture pubbliche al fine di migliorare l’assistenza e i servizi ai cittadini, appare evidentemente una posizione strumentale, totalmente estranea alla verità e profondamente egoista. Le persone che abitano a ridosso delle aree interessate dagli interventi pubblici chiedono sempre di spostare gli interventi da qualche altra parte, magari sotto casa di altri cittadini, basta che non sia sotto la loro.
Queste posizioni personali e di retroguardia sono poi cavalcate da un’opposizione politica senza visione, senza idee, senza progetti che, pur di guadagnare facile consenso anche da piccoli gruppi di contestatori, crea l'illusione che ci siano altre zone dove poter realizzare questi interventi, senza dire quali o, comunque, senza svelare gli impedimenti urbanistici o di altra natura che contrastino con tali eventuali scelte.
Così, le opere pubbliche rimangono sospese per anni tra discussioni infinite. La differenza rispetto al passato è che i soldi del Pnrr bisogna utilizzarli nel più breve tempo possibile, altrimenti si perdono. L'Europa ha assegnato i fondi all'Italia, ma pretende che le opere si realizzino velocemente, superando la schiavitù tutta italiana delle lungaggini burocratiche.
In questo caso specifico, la scelta non è di spostare il presidio sanitario di prossimità da un'altra parte, ma di farlo o non farlo, decidendo di rinunciare a priori ai fondi del Pnrr e alla grande opportunità di dare ai cittadini ulteriori servizi, non utilizzando volutamente le aree libere destinate proprio a quegli scopi.
Un sindaco serio deve scegliere, non può non farlo, a costo di sopportare attacchi ingenerosi e offensivi, persino diffamatori talvolta, dai portatori di interessi diversi che vogliono mantenere lo status quo a danno di tutti gli altri cittadini. La crescita della città passa attraverso il miglioramento della qualità dei servizi, da quelli sociali a quelli scolastici, da quelli sanitari a quelli per il trasporto pubblico, ed è proprio quello che stiamo facendo a Pescara. Noi non rinunceremo a portare a termine questa sfida - unica e irripetibile -, di una città con più servizi pubblici e più verde. È l'ora di fare, non di rinunciare per assecondare piccoli interessi di piccoli gruppi.
*sindaco di Pescara.