Ma la fabbrica si divide sui turni
La Fim Cisl contesta l’esclusione dalla trattativa per lo stop di sabato
ATESSA. È ormai il tutti contro tutti in Sevel, a poche settimane dall’introduzione dell'aumento della turnazione, passata, dal 7 ottobre, da 15 a 17 turni facendo tuttavia salvo il turno notturno, destinato da sempre, e con l'eccezionalità unica in Italia tra gli stabilimenti Fca, ai soli volontari. Il malcontento degli operai è sfociato sabato scorso in uno sciopero molto partecipato, mentre, sul fronte sindacale, l'azienda resta a guardare gli screzi tra i sindacati firmatari di contratto collettivo specifico Fiat. Sabato pomeriggio infatti, assieme a Fiom, Slai Cobas e Usb, ha scioperato anche la Fim-Cisl che non ha gradito l'applicazione dell'aumento dei turni e che chiede da tempo all'azienda un confronto per ottimizzare produzione e non creare disparità di trattamento tra i dipendenti. «La sospensione dell’attività produttiva il 2 novembre», recita furente una nota delle rsa Fim «è stata tenuta segreta ai soli attori che non piacciono all’azienda. La Fim, primo sindacato in Sevel non è stata invitata al tavolo con l'azienda. Invece di inorgoglirsi di questa situazione la Fismic dovrebbe chiedere ai lavoratori del turno notturno cosa pensano dell’accordo sulla chiusura visto che, contestualmente, l’azienda ha comunicato il ricorso allo straordinario il 10 novembre. Il turno di notte continua a subire ricatti da parte aziendale e da sindacalisti il cui modo viscido di fare sindacato si riduce a spostare i lavoratori da una postazione all'altra, con il placet di alcune figure aziendali. Ormai si è compreso perché non viene toccato il terzo turno volontario: troppo comodo per azienda e sindacati». (d.d.l.)

