«Ma la legge limita il blocco totale»

Primavera: oggi i lavori si fanno solo per lotti funzionali
PESCARA. Emidio Primavera è il direttore del Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione Abruzzo.
Ingegnere, perché un’opera pubblica diventa un’incompiuta?
«Un’opera pubblica assume questa veste o perché sono finiti i finanziamenti, o perché intervengono delle riserve o anche per effetto di contenziosi aperti durante l’esecuzione dei lavori e tali da interrompere quanto si stava realizzando. Ma fondamentalmente un’opera non dovrebbe essere mai incompiuta, perché i fondi, a partire da ultime leggi sulle opere pubbliche come la legge Merloni del 1994, sono destinati a lotti funzionali: se fai un’opera questa va comunque portata a compimento».
Ma come è possibile che i fondi all’improvviso finiscano?
«Ecco, dire che i fondi siano finiti è improbabile proprio perché il finanziamento dovrebbe essere attuato tramite lotti funzionali».
Sì, ingegnere, ma spesso succede anche di questo.
«Certo. Infatti se facessi una graduatoria sul perché i cantieri pubblici a volte si bloccano, al primo posto metterei il fatto che i fondi sono finiti. Può anche accadere che dopo che siano iniziati i lavori, arrivino sorprese sgradite sotto l’aspetto geologico: cominci a scavare e ti accorgi che è necessario aumentare le opere di consolidamento e quindi finiscono i fondi. Ma anche se ci fossero sorprese sgradite durante i lavori oppure imprevisti, questi sono normati per legge».
Sicuramente il tecnico non ha la sfera di cristallo per prevedere eventuali interruzioni delle sue opere.
«Beh, c’è sempre una ragione tecnica se si crea qualche problema. A volte, invece, si incorre in errori progettuali. Altre volte può accadere che il progetto sia carente».
Ecco, ingegnere, come rimediare allora?
«Trovando ulteriori finanziamenti. Se il progetto è sbagliato, c’è la polizza assicurativa obbligatoria che copre l’elaborato tecnico che devi rifare ma non gli ulteriori lavori da realizzare. E qui bisogna rintracciare nuovi fondi e questo non è né semplice né scontato. Ma a monte deve esserci il fatto che se l’intervento viene fatto, bisogna prevedere i lotti funzionali. Se devo realizzare un aeroporto con dieci piste, faccio una pista alla volta: almeno una è funzionante. Questo discorso, ovviamente, non è valido solo per le grandi opere».
E la Regione che cosa fa?
«C’è una legge nazionale che impone ogni anno alle Regioni di fare un monitoraggio delle incompiute da comunicare al governo centrale per trovare eventuali ulteriori fondi. Ma anche la Regione nei propri programmi finanziari cerca sempre di mettere davanti gli interventi di completamento di opere già iniziate e non finite: questo è un punto fisso per noi».
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