Ma la raccolta degli aiuti non si ferma

Salgono a 45 le associazioni umanitarie rifornite di beni necessari dal Banco Alimentare
PESCARA. È trascorso un mese e mezzo dallo scoppio della guerra in Ucraina, ma la macchina della solidarietà abruzzese viaggia ancora a pieno ritmo.
Il termometro per misurarla è il grande lavoro che sta continuando a svolgere il Banco Alimentare abruzzese, una vera fabbrica di solidarietà.
Nell’arco delle ultime due settimane, sono salite a 45 le associazioni umanitarie abruzzesi rifornite di aiuti e beni di prima necessità dal Banco. «Sono ormai tantissime le realtà del territorio che si appoggiano a noi», spiega Mimmo Trivisani, direttore del Banco alimentare abruzzese e braccio operativo della distribuzione degli aiuti che è stata collaudata nei due anni di pandemia di Covid. «Abbiamo già distribuito oltre 12mila chilogrammi di aiuti e beni di prima necessità».
È bene ricordare che il Banco Alimentare non consegna direttamente i beni ai profughi ucraini, ma sostiene e aiuta le associazioni umanitarie e i Comuni che accolgono i disperati, rifornendoli di scorte di generi alimentari.
Nonostante sia passato un mese e mezzo dallo scoppio della guerra, la solidarietà abruzzese non è scemata: «Stiamo facendo di tutto per aiutare queste associazioni», prosegue Trivisani, «ma la nostra macchina ormai è rodata e la risposta della comunità abruzzese è stata notevole. Sono molto contento che ora ci sia stata questa mobilizzazione generale per l’Ucraina e mi auguro che non si affievolisca».
Il Banco Alimentare Abruzzo si è mosso subito su diversi binari appena è scoppiata la guerra in Ucraina. La prima azione messa in atto è stata la promozione di una raccolta fondi da destinare direttamente ai banchi alimentari dei Paesi vicini al conflitto, Ucraina, Polonia, Moldavia e Romania per sostenere l'acquisto urgente di attrezzature per la movimentazione del cibo e il finanziamento di altri costi, ma anche per garantire una logistica efficiente e aiutare i rifugiati nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
Il Banco Alimentare, poi, ha proseguito anche la campagna di sensibilizzazione nei confronti delle aziende locali private perché donino le eccedenze di generi alimentari e i prodotti per l'igiene personale. Da anni, il Banco Alimentare Abruzzo fa da hub a un'azienda che produce pannolini e prodotti per l'igiene intima che ricevono e vengono smistati agli altri 20 banchi alimentari in Italia.
«Come accaduto durante la pandemia», conclude Trivisani, «l’aspetto più importante è la logistica, bisogna far passare il messaggio che spostare beni di prima necessità comporta un costo non indifferente». (d.b.)

