Ma la Sardegna ha già detto no al Governo

8 Luglio 2024

Bloccare per un anno e mezzo la realizzazione di impianti di produzione dell'energia da fonti rinnovabili in Sardegna per arginare il far west delle richieste di autorizzazioni, e avere tempo per...

Bloccare per un anno e mezzo la realizzazione di impianti di produzione dell'energia da fonti rinnovabili in Sardegna per arginare il far west delle richieste di autorizzazioni, e avere tempo per redigere il piano energetico regionale e definire, entro sei mesi, la mappa delle aree idonee ad ospitare i mega impianti, come stabilito dal decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale. È la strategia della giunta regionale sarda guidata da Alessandra Todde che cerca di mettere un freno a quello che in Sardegna è ormai da tempo definito come "l'assalto" di pale eoliche e pannelli solari, e che si è tradotta nel disegno di legge approvato oggi dall'Assemblea regionale. La quota spettante alla Sardegna definita dal decreto del ministero è di 6,2 gigawatt totali e se le richieste fossero approvate tutte, la Sardegna produrrebbe undici volte l'energia elettrica che attualmente consuma. La norma, varata con i voti della maggioranza del campo largo e con l'astensione del centrodestra, detta una disciplina transitoria, perché ancorata all'approvazione della legge regionale sull'individuazione delle aree idonee e al completamento del piano paesaggistico regionale. Nei divieti sono incluse tutte le aree naturali protette, le zone umide di importanza internazionale e quelle di riproduzione di specie faunistiche protette, aree agricole interessate da produzioni biologiche e marchi (Dop, Igp, Doc ). E ancora le aree a rischio idrogeologico, quelle che distano 7 chilometri dai beni culturali (1.500 metri per le isole minori), la fascia costiera dei 300 metri dal mare, aree che distano meno di 2 chilometri da alberi monumentali.