Ma Maragno difende le sue politiche all’Anci: modello virtuoso

14 Ottobre 2017

E se nella maggioranza aumentano i mugugni sulla gestione degli immigrati, per il sindaco, il “caso Montesilvano” può diventare persino un modello per gli altri Comuni. Del sistema di accoglienza ai...

E se nella maggioranza aumentano i mugugni sulla gestione degli immigrati, per il sindaco, il “caso Montesilvano” può diventare persino un modello per gli altri Comuni. Del sistema di accoglienza ai rifugiati (Sprar), come unico strumento che può conciliare tranquillità e sicurezza dei cittadini, si è parlato nella assemblea nazionale dell’Anci. Tra i
relatori di un incontro, moderato dal giornalista di RaiNews, Gianluca Semprini, il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno con i primi cittadini di Savona, Ilaria Caprioglio, di Ventimiglia Enrico Ioculano, di Sant’Alessio in Aspromonte, Stefano Ioli Calabrò, di Mirano Maria Rosa Pavanello, che è anche presidente Anci Veneto, e Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas Italiana. «Apprezzato l’intervento del sindaco Maragno» si afferma in un documento di palazzo, « che ha sottolineato come la oculata e pianificata progettualità dello Sprari possa arginare i dannosi effetti dovuti alla caotica gestione dei Cas, frutto delle decisioni prese dalle prefetture, indipendenti dalle volontà delle amministrazioni Comunali, portatori di flussi indiscriminati e incontrollabili sul territorio, assolutamente distanti dalle esigenze di sviluppo della città. Questo incontro» ha detto Francesco Maragno « è stato una ottima opportunità di confronto con le numerose realtà italiane che, come Montesilvano, devono riuscire a garantire la sicurezza dei propri cittadini, tutelare le vocazioni turistico- commerciali, coniugandole con la gestione dei migranti. A Montesilvano abbiamo imboccato la strada giusta», prosegue il sindaco «che è confermata da dati oggettivi: riduzione del numero dei migranti, dagli oltre 350 a un massimo di 161; chiusura dei Cas nei due alberghi del lungomare, luogo nevralgico del turismo cittadino, a partire dal 1 gennaio 2018; dislocazione su tutto il territorio di piccoli gruppi di migranti, tra uomini, donne e bambini che saranno impegnati in attività formative, lavorative per favorirne la loro integrazione a 360 gradi. Con l’ausilio delle associazioni coinvolte continueremo a lavorare senza esitazioni, affinché ciò che oggi ha costituito nell’opinione pubblica un problema, possa essere percepito come una risorsa».