«Ma ne uccide di più la reazione agli antibiotici»

14 Luglio 2017

PESCARA. «Lo shock anafilattico è la reazione più grave che può verificarsi dopo una puntura di insetto. Si presenta solo in soggetti allergici che sono geneticamente predisposti. Le persone non...

PESCARA. «Lo shock anafilattico è la reazione più grave che può verificarsi dopo una puntura di insetto. Si presenta solo in soggetti allergici che sono geneticamente predisposti. Le persone non allergiche, dopo la puntura presentano una banale reazione locale che si risolve nel giro di qualche minuto. Le reazioni mortali riguardano solo una piccola quota della popolazione. Si stima una reazione letale ogni sei milioni di punture». Lo spiega il medico Enrico Cavallucci, responsabile del Servizio per la Diagnosi e Terapia dell’allergia al veleno di imenotteri della Asl di Chieti. «Gli insetti più pericolosi sono le api e le vespe e, tra le vespe, senza dubbio i calabroni. In ogni caso è opportuno evitare inutili allarmismi: sono molto più frequenti i casi di allergie mortali da antibiotico», spiega infatti l'esperto. Esistono comunque test semplici ed affidabili per verificare se si è allergici o meno al veleno d'insetto. «Il test», spiega Cavallucci, «non deve essere eseguito indiscriminatamente su tutti i pazienti, ma solo su quelli a rischio e che hanno avuto precedenti reazioni allergiche. È fondamentale quindi che chiunque abbia avuto reazioni allergiche di qualsiasi tipo come conseguenza di punture di insetti si faccia visitare in un centro specialistico per fare una diagnosi e valutare la le opportune misure terapeutiche». Una di queste strutture è proprio quella di Chieti che, con un'esperienza decennale, ha in trattamento circa 500 pazienti. «La cosa più grave», osserva il medico, «è vedere pazienti che muoiono pur sapendo di essere allergici. Con la prevenzione, i rischi possono essere contenuti: il soggetto che sa di essere allergico può vaccinarsi o può portare con sé un kit di emergenza, come l’autoiniettore di adrenalina. In questo caso specifico di allergia il trattamento vaccinico ha un efficacia che si avvicina al 95-98% dei pazienti trattati. Rimane in ogni caso una dose di imprevedibilità su cui non possiamo agire, in quanto a volte le reazioni mortali si hanno alla prima reazione allergica e, quindi, in pazienti che non sapevano di essere allergici». In base alla sua esperienza, Cavallucci spiega che le categorie più esposte sono soprattutto i motociclisti e i ciclisti, ma anche i vigili del fuoco e tutti quelli che lavorano all'aperto, mentre un discorso a parte, assai più particolare, è quello relativo agli apicoltori.
Ma come accorgersi, dopo una puntura, se si ha una reazione allergica? «Il sintomo premonitore di una reazione allergica grave», sottolinea l'allergologo, «è il prurito generalizzato, non solo nella sede della puntura. Il campanello d'allarme sono proprio i sintomi a distanza, come il prurito sul palmo della mano e sulla pianta del piede. Poi possono subentrare difficoltà respiratorie, gonfiore ed eruzioni cutanee. La causa principale di morte in questi casi è l'edema della glottide, cioè l'asfissia». Cosa fare in caso di puntura e sintomi di un'allergia? «Se il paziente sa di essere allergico e ha con sé i farmaci è bene che li utilizzi. Se la persona, invece, non sa di essere allergica», conclude Enrico Cavallucci, «in caso di sintomi deve contattare il 118 e farlo in fretta, soprattutto se si è soli o in zone disagiate». (l.d.)