«Ma ora il governo deve darci risorse per la polizia urbana»

Di Primio (Chieti): per i compiti di ordine pubblico servono nuovi strumenti Maragno (Montesilvano): vanno potenziati con urgenza i nostri organici
CHIETI. Da vice presidente dell'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) con delega al personale, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha partecipato sin dall'inizio agli incontri ministeriali che hanno portato al decreto legge sulla sicurezza urbana. «Finalmente il governo dà anche ai Comuni», commenta Di Primio, «la possibilità di intervenire nel campo dell'ordine pubblico. Ora però che abbiamo la norma, vorremmo anche tutti gli strumenti a disposizione per portare a termine questa nuova responsabilità che ci viene assegnata».
Le criticità legate al decreto legge, secondo Di Primio, sono da rintracciare proprio all'ambito di cui il sindaco di Chieti si occupa per l'Anci, ovvero il personale della pubblica amministrazione. Perché sarà proprio questo, o meglio la Polizia locale, a dover farsi carico della nuova funzione pur con tutte le carenze con cui deve confrontarsi. A partire, ricorda Di Primio, «dal fatto che il decreto Monti ha abolito per la Polizia locale sia l'equo indennizzo che la causa di servizio. Non facendo parte del comparto sicurezza, ma di quello enti locali, la Polizia locale si troverebbe a svolgere un servizio di sicurezza senza avere gli stessi diritti e le stesse tutele giuridiche di chi opera da sempre in questo settore. Senza neanche poter contare su una formazione adeguata, ambito che è di competenza delle Regioni a cui chiediamo, quindi, di implementare i finanziamenti di settore. Infine, chiediamo al governo di credere davvero in questo decreto, dandoci la possibilità di svolgerlo, ad esempio con equipaggiamenti adeguati e accesso alle banche dati dello stato». La polizia locale a Chieti verrà impiegata soprattutto per combattere fenomeni come vandalismo, spaccio di droga e disturbo della quiete pubblica.
PESCARA Per il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, «Queste norme sono sicuramente utili per combattere l’illegalità e il degrado nelle città, ma certo questi problemi non spariranno». «L’aumento dei poteri di ordinanza assegnata ai primi cittadini», continua Alessandrini, «consentirà maggiore autonomia di manovra riducendo i vincoli di contingentabilità e urgenza. Da approfondire le norme sul Daspo urbano che consentono di allontanare ospiti non graditi. È un provvedimento sicuramente utile per contrastare le emergenze principali che sono l’abusivismo e l’accattonaggio».
MONTESILVANO Anche il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno sottolinea la necessità di rinforzare la polizia locale: «Sono favorevole a tutte le iniziative volte a garantire ai cittadini sicurezza e una migliore qualità della vita», aggiunge, «tuttavia auspico che il decreto non contenga solo buoni propositi, bensì sia supportato dalla definizione dei vari strumenti necessari per la sua pratica attuazione. A causa del blocco delle assunzioni, il nostro ente opera con un terzo degli operatori di polizia locale necessari alle attività di contrasto di fenomeni di illegalità. Consentirci di potenziare il nostro organico, ci permetterebbe di promuovere azioni ancora più incisive. Attiverò le disposizioni del decreto utili per rendere più efficace l'ordinanza, che da ben tre anni, emano per contrastare l'esercizio della prostituzione su strada». Poi l’attenzione si sposta sui migranti, una delle emergenze della città.
«Ritengo che la gestione del fenomeno migratorio richieda una stretta collaborazione tra il governo centrale e gli enti locali», sostiene Maragno, «alcune delle novità introdotte nel decreto, sul nostro territorio, sono già realtà. Sto pensando, ad esempio, all’impiego dei migranti in lavori socialmente utili che abbiamo introdotto, grazie ad un protocollo d'intesa sottoscritto con la prefettura e alcune cooperative».
FRANCAVILLA «Un provvedimento che concede maggiore responsabilità e potere al sindaco era auspicabile», afferma il primo cittadino di Francavilla Antonio Luciani, «perché la situazione attuale non è assolutamente corretta. Sono in disaccordo con il titolo sindaco-sceriffo, perché i sindaci non sono sceriffi ma persone che stanno vicino ai propri cittadini quindi è sicuramente giusto che abbiano questi poteri. Le maggiori emergenze a Francavilla, dal punto di vista della sicurezza, sono relative al fenomeno della prostituzione, che ho tentato di combattere più volte con ordinanze revocate dalla prefettura di Chieti e mi auguro che questo provvedimento, che non ho ancora letto, mi dia maggiore potere per combattere questo fenomeno, e poi alla microcriminalità».
L’AQUILA Un sì al provvedimento arriva anche dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente: «Si tratta di un provvedimento positivo, perché ci permette di intervenire in situazioni che, pur non avendo necessariamente risvolti penali, vanno comunque gestite, anche con la mano pesante, se serve». Cialente trova pienamente applicabile il decreto Minniti, contando sulla collaborazione dei cittadini: dopo averlo letto con attenzione, convocherà il vicesindaco e il comandante della polizia municipale per gettare giù un piano operativo. Le prime emergenze da affrontare, nel capoluogo di regione ancora alla prese con la ricostruzione, sono le «intemperanze» della movida notturna, le discariche abusive di rifiuti e gli atti di danneggiamento e imbrattamento di mura e palazzi appena restaurati.
AVEZZANO Per il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio (uno dei più agguerriti insieme al primo cittadino di Chieti Umberto Di Primio sull'approvazione del pacchetto Sicurezza) affinché il provvedimento sia attuabile è necessario concedere delle deroghe per avere più agenti di polizia municipale. «E' un fattore fondamentale», sottolinea Di Pangrazio, «così come la modifica dell'articolo 54 secondo cui prima di emettere le ordinanze bisogna chiedere il parere del Prefetto. Il vero passo avanti», aggiunge, «è quello che consente di procedere nei confronti di persone accusate di accattonaggio con azioni più determinate. Serve infine un coordinamento delle forze di polizia che ancora oggi manca. Per noi», conclude Di Pangrazio, «l'emergenza è quella degli stranieri clandestini e del fenomeno dello spaccio di droga».
TERAMO Per il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi si tratta di un buon decreto. «Fino a oggi abbiamo dovuto combattere con armi spuntate», afferma, «questo è un atto che ci dà strumenti in più e maggiormente incisivi per il controllo del territorio e aumentare la tranquillità della popolazione». Secondo Brucchi, dunque, il decreto contiene misure utili, sebbene tenga a precisare che il ruolo dei sindaci non può diventare quello di sceriffi. Anche il potenziamento delle funzioni dei vigili urbani è considerato dal primo cittadino uno strumento utile. «Se devono sostituirsi alle altre forze di polizia, va bene», osserva, «ma per combattere servono soldati». Il limite, per questo aspetto particolare, è rappresentato dall'organico dei vigili già ridotto all'osso. «Per poter operare abbiamo bisogno di personale», puntualizza Brucchi, «è necessaria dunque una deroga che consenta di assumere agenti: altrimenti non rusciamo a fare nulla e le disposizioni restano sulla carta».
GIULIANOVA «Dare più poteri ai sindaci è un'affermazione singolare», commenta Francesco Mastromauro, primo cittadino di Giulianova, «Ai sindaci bisogna dare risorse e mezzi altrimenti è come dare la patente per guidare un tir ma senza avere il tir». Insomma, si a dare più poteri ai primi cittadini d'Italia per garantire maggiore sicurezza ai cittadini ma bisogna anche garantire più risorse ai comuni. «La legge la farei in maniera diversa», aggiunge Mastromauro, «In questo modo si rischia di dare poteri che il sindaco non potrà poi esercitare. Si, va bene, lo stato ci dia più poteri, ma poi ci assicuri anche maggiori risorse e mezzi per poterli esercitare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

