«Ma ormai qui non vendiamo più nulla»

Parla un senegalese che svolge questa attività da anni: la situazione è cambiata, si guadagna poco
PESCARA. Ha 62 anni, 3 mogli e 14 figli da sfamare che vivono in Senegal. Il figlio più grande ha 37 anni, il più piccolo 5. Risiede in un quartiere periferico della città dal 2008, l’anno della grande crisi, proveniente da Bergamo dove lavorava in una fabbrica metalmeccanica «pagando regolarmente le tasse».
Ha una storia lunga alle spalle e molti clienti affezionati lungo il litorale, questo venditore ambulante di colore di cui conosciamo nome e cognome che, però, non riveliamo per ragioni di privacy. Non dimostra la sua età. Gira col cappellone in testa, stracarico di mercanzie, occhiali, bracciali, foulard. «Non si vende più nulla», racconta l’ambulante proveniente dal Senegal, «in tutta la mattina ho guadagnato un euro, il prezzo di un accendino. Mi alzo all’alba e cammino tutto il giorno lungo la spiaggia da Montesilvano a Pescara. Quanto faccio? Non più di sette euro al giorno».
L’affitto di casa, «ma anche la luce, il gas, il telefono e l’immondizia» e il mantenimento della sua numerosa famiglia, lo paga facendo lavoretti extra: «Vado a lavorare nei campi a Moscufo», fuori Pescara. Con mille euro al mese non ce la fa neppure una famiglia normale, in Italia. Quanti accendini dovrà vendere per sfamare una prole così numerosa nel suo Paese d’origine? «Io sono fortunato, ho accanto Allah che mi aiuta». Intanto, comunque, è riuscito a conquistare la simpatia di tanti affezionati bagnanti sulle spiagge che lo conoscono da anni, si fidano della sua merce e lo aiutano come possono, in barba ai decreti e alle disposizioni legislative. Qualcuno rivela: «Gli lascio le pizzette sotto l’ombrellone, quando passa dal suo giro, se le mangia e si riposa un po’». Chi lo conosce dice di «volergli bene, è una brava persona».
È lui stesso ad ammettere di non essere mai incappato in un controllo. Di non essere «mai stato multato, né mai mi è stata sequestrata merce. Qui i vigili sono bravi, tolleranti e hanno cuore». Salvo poi aggiungere: «Ai miei amici hanno sequestrato tutto e hanno difficoltà a vivere».
Anni fa risiedeva a Bergamo: «Lavoravo in fabbrica e pagavo le tasse. Per 30 anni ho sempre pagato tutti i contributi». A Pescara fa il venditore ambulante, ai limiti di legge: «I permessi? Ho quelli di Bergamo, ma non quelli del Comune di Pescara». (c.co.)

