Ma per bonificare il laghetto servono 500mila euro

PESCARA. «Servono 500mila euro per bonificare il laghetto della riserva, ma il Comune non li ha» dice l’assessore Paola Marchegiani. Lo specchio d’acqua è messo male e peggiora col tempo. Enzo...
PESCARA. «Servono 500mila euro per bonificare il laghetto della riserva, ma il Comune non li ha» dice l’assessore Paola Marchegiani. Lo specchio d’acqua è messo male e peggiora col tempo. Enzo Trabucco, storico custode della pineta (aperta d’estate dalle 7.30 alle 21.30 e d’inverno dalle 8 alle 19.30) che coordina i lavori di pulizia e sorveglianza quotidiana aiutato da sei detenuti, rivela che quel laghetto lo ha «visto nascere, lo hanno costruito tra il 1979 e il 1980. Aveva una profondità di 1 metro e 80 centimetri, oggi ridotto a 1,30 per via del fondo melmoso. La barchetta ancorata e malridotta serviva a condurre i visitatori nell’isolotto centrale ora invaso dalle serpi, ma un tempo c’erano le galline. Attualmente il lago ospita 200 tartarughe, carpe e paperelle». Agli animali è vietato dare da mangiare. Vengono alimentati con scorte di verdura e pane. L’assessore aggiunge che il lago non è solo un elemento decorativo, «ha una funzione ignifuga. Serve anche per spegnere gli incendi, lo scorso anno è stato di grande aiuto». La riserva dannunziana fa parte delle 59 aree verdi della città che «entro fine anno» passeranno sotto la gestione di Attiva, partecipata del Comune. Lo conferma l’amministratore unico della società del Riciclo, Massimo Papa. Gianni Melilla, “padre” della riserva, spiega che è stata creata anche per «contrastare gli appetiti speculativi». (c.co.)

