Ma per la Corte d’Assise l’area è gravemente compromessa

3 Febbraio 2015

La relazione dell’Istituto superiore di sanità percorre tutte le 188 pagine della motivazioni della sentenza di Bussi. Da un lato la Corte d’Assise definisce il documento «generico» ma dall’altro lo...

La relazione dell’Istituto superiore di sanità percorre tutte le 188 pagine della motivazioni della sentenza di Bussi. Da un lato la Corte d’Assise definisce il documento «generico» ma dall’altro lo loda soprattutto per la descrizione «del grave e diffuso stato di contaminazione riscontrato nell’area». La sentenza del processo sulla discarica ha detto che i vertici della Montedison non hanno avvelenato l’acqua ma dice anche che «la zona appare fortemente compromessa» al punto che «il suo utilizzo anche industriale appare allo stato non percorribile in assenza di un’adeguata bonifica che appare particolarmente complessa e onerosa». Scrive ancora Paolo Di Geronimo (nella foto), giudice estensore delle motivazioni: «Può affermarsi che la zona è gravemente inquinata e presenta anche un’obiettiva diffusività delle sostanze pericolose mediante falde acquifere». «Se tale circostanza», aggiunge, «non ha in concreto determinato l’avvelenamento delle acque ciò non esclude che vi sia stata una compromissione rilevante e difficilmente reversibile delle matrici costituenti un presupposto di salubrità ambientali in modo da determinare che terreni e acque sono divenuti inutilizzabili per qualsiasi impiego se non a rischio di esporre i frequentatori delle aree a un concreto pericolo per la salute pubblica».