«Ma per la Nuova Pescara non ci sono fondi»

23 Gennaio 2019

Maragno interviene sulla fusione, stamani nuovo vertice su un progetto che fatica a decollare

PESCARA. «Non ci sono fondi per avviare i processi e cercare i professionisti» per la costituzione della Nuova Pescara. Il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, da sempre non completamente favorevole (o favorevole con riserva) alla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, va dritto al punto. La Nuova Pescara appare ferma al palo. Il progetto di unificazione non va né avanti né indietro: è necessario riprendere il filo del discorso.
Così Maragno annuncia, a margine della presentazione della sede Confesercenti, la partecipazione al summit sulla Nuova Pescara che si svolgerà stamani, a partire dalle 9,30, al Comune di Pescara. Nel corso dell’incontro, a cui parteciperanno i rappresentanti istituzionali coinvolti, sarà ripreso e affrontato l’argomento su cui i tre sindaci si sono espressi abbondantemente nel passato. Favorevole senza riserve è il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, mentre scettico si è mostrato il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito. Entrambi, però, hanno fatto notare che «della Nuova Pescara non si parla più da tempo».
Sull’accorpamento delle municipalità ha spinto anche il presidente di Confesercenti nazionale, Patrizia De Luise, genovese, classe 1954, sulla scorta dell’esempio della sua città che ha messo insieme 19 municipalità: «Unire i territori è sempre un punto di forza, così come unire le imprese. I cambiamenti inevitabilmente e comprensibilmente conducono a timori e perplessità, ma le imprese così come i territori, devono modificarsi per rilanciarsi e andare avanti. E io credo fortemente nell’accorpamento con il sostegno istituzionale». Risale a cinque anni fa, il referendum promosso dal presidente del comitato progettuale della Nuova Pescara, l’avvocato Carlo Costantini. Dalla consultazione elettorale del 25 maggio 2014 hanno trionfato i sì alla fusione dei tre Comuni per il 64% dei voti con una affluenza del 69,46%.
Secondo i calcoli del comitato promotore, dall’accorpamento dei territori nascerà una città (ancora da definire il nome) di circa 200mila abitanti in grado di produrre servizi che porteranno a un «risparmio, in termini di spese della politica, di circa 1 milione e 300mila euro l’anno» dati, però, risalenti a cinque anni fa. Che cosa è cambiato un lustro dopo, si capirà dopo il vertice di oggi in Comune alla presenza di tutte le rappresentanze istituzionali protagoniste del cambiamento. (c.co.)