Ma scatta l’allarme per i tumori della pelle

16 Ottobre 2019

Caporale, direttore di Otorinolaringoiatria: «Pazienti in aumento, ecco come fare prevenzione»

PESCARA. Sono in aumento i tumori maligni della cute, un gruppo eterogeneo di neoplasie in grado di interessare qualsiasi porzione della superficie corporea, ma che si manifesta più frequentemente su testa e collo. Per questo motivo, oltre che dello specialista in dermatologia, richiama l’attenzione del chirurgo otorinolaringoiatra.
A parlarcene è infatti Claudio Donadio Caporale, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale dell’ospedale civile. Il centro pescarese, diventato negli anni punto di riferimento per l’Abruzzo e non solo, sta assistendo a una crescita dei casi di questa patologia.
Dottor Caporale, a che cosa è dovuto questo incremento?
«Negli ultimi vent’anni si è osservato un progressivo aumento di questi tumori, detti anche epiteliomi, in particolar modo nella razza bianca, e la correlazione è da cercare nell’allungamento della vita media, nelle abitudini di vita e nelle modificazioni avvenute nell’ambiente».
Quali sono i fattori di rischio?
«Quando si parla di tumori cutanei maligni non melanociti, ci si riferisce principalmente a due entità: il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamocellulare, che rappresentano il 90% delle neoplasie epiteliali. L’esposizione cronica alle radiazioni solari rappresenta il principale fattore di rischio per la loro insorgenza, infatti si manifestano nelle zone del corpo maggiormente foto esposte. Gli effetti dannosi delle radiazioni Uv sono cumulativi, pertanto iniziano a sommarsi sulla pelle fin dalla prima infanzia. Altri fattori di rischio sono riferibili a una anamnesi familiare positiva per tumori cutanei, alla cute fotosensibile nei soggetti che si scottano facilmente, all’età avanzata del paziente, alla pregressa diagnosi di epitelioma. In Italia risultano maggiormente colpite le popolazioni della fascia alpina e delle zone montane centro-meridionali, quindi anche l’Abruzzo, sedi nelle quali svolgono un’azione dannosa combinata l’esposizione solare, l’alta quota e il genotipo».
Quali sono i segnali che devono destare attenzione?
«La comparsa o il cambiamento di aspetto di qualche lesione o macchia sulla pelle. I carcinomi basocellulari appaiono come piccoli noduli di aspetto perlaceo oppure come chiazze di colore rosa, aumentano lentamente di dimensione e qualche volta possono essere pigmentati. I carcinomi squamocellulari invece appaiono come noduli o aree con bordi più alti e una depressione centrale, talvolta sono ulcerati, sanguinano raramente e di solito hanno margini poco definiti. In presenza di questi segni, è sempre consigliato rivolgersi allo specialista».
In Italia si stimano 83mila nuovi casi l’anno, qual è la fascia di età più colpita?
«Il carcinoma basocellulare costituisce il 75-80% dei tumori cutanei maligni, la cui incidenza aumenta drasticamente dopo i 50 anni. In età avanzata interessa prevalentemente il sesso maschile, mentre le forme giovanili sono più frequenti nel sesso femminile. Anche il tasso di incidenza del carcinoma squamocellulare aumenta con l’età, soprattutto dopo i 65 anni, ed è maggiore negli uomini».
Come si fa prevenzione e a chi rivolgersi?
«E’ indispensabile l’attuazione di tutte le possibili manovre preventive: creme solari, cappelli, visite dermatologiche programmate. E poi bisogna andare dallo specialista quando compare una nuova formazione cutanea del viso. Esiste già da anni l’ambulatorio oncologico cervico-facciale nel reparto di Otorinolaringoiatria di Pescara, al quale è possibile accedere tramite prenotazione al Cup, provvisto di dispositivi e strumentazione endoscopica di ultima generazione con i quali arrivare a una diagnosi corretta e precoce».
In seguito alla visita ambulatoriale è possibile definire la scelta di un percorso diagnostico-terapeutico all’interno di una piattaforma oncologica istituita dal 2009 e costituita da un’équipe multidisciplinare formata dai chirurghi cervico-facciale Claudio Donadio Caporale, Sara Cordeschi e Isabella Pavone, dagli oncologi Francesco Malorgia e Alessandra Di Paolo, dal radioterapista Alfredo Antonacci, dal chirurgo plastico Lamberto Zara, dal medico nucleare Carlo Villano, dalla logopedista Anna De Petris e da altre figure professionali, affinché la malattia neoplastica venga approcciata secondo le linee guida standardizzate, nazionali e internazionali.
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