Ma sono vietate le liste dei docenti no vax

27 Agosto 2021

Stop dal Garante per la privacy: così è tutelato chi non ha potuto vaccinarsi per motivi di salute

PESCARA. Le scuole non potranno avere liste con i nomi dei docenti “no vax”, perché non sarà consentita la verifica diretta delle scelte vaccinali e della condizione sanitaria del personale, da parte dei dirigenti scolastici che dovranno controllare i Green pass. È quanto ha chiarito il Garante per la Protezione dei dati personali Pasquale Stanzione, approfondendo le modalità sulle procedure di controllo delle certificazioni in vista del rientro in aula. I dirigenti scolastici (o chi farà i controlli per loro) dovranno semplicemente limitarsi a verificare che la certificazione verde sia valida, senza stilare elenchi specifici di ‘prof’ non vaccinati. La volontà di tutelare la privacy, relativa alle condizioni sanitarie del personale, riguarda anche chi è stato esentato dalla vaccinazione anti Covid per motivi di salute e dovrà utilizzare certificati specifici di esenzione: anche in questo caso, secondo il Garante, vanno tutelati i dati sanitari dei soggetti interessati. Questa precisazione spingerà i dirigenti scolastici ad effettuare controlli giornalieri non semplici al momento degli ingressi mattutini degli alunni e degli insegnanti. Se è vero che il loro lavoro potrebbe essere facilitato dall’introduzione di un sistema telematico (app o portale), senza liste specifiche i controlli diventeranno certamente più macchinosi. Ecco perché il governo sta giò cominciando a dialogare con le scuole sul tema, per trovare un punto d’incontro tra la necessità di fare i controlli e quella di tutelare la privacy dei cittadini. Va specificato, infatti, che chi controlla il Green pass nei locali, e in tutti i luoghi dove è diventato obbligatorio dal 6 agosto (tramite l’app ’Verifica C19’) non può conoscere la data di scadenza, né la modalità usata per ottenere il pass (vaccino, guarigione o tampone entro 48), proprio per garantire la protezione dei dati sensibili.
LE POSSIBILI SOLUZIONI. A questo punto, però bisognerà trovare una soluzione per rendere più fluido il lavoro di verifica nelle scuole. Il governo sta studiando diverse soluzioni: una di queste potrebbe essere lo svolgimento di una maxi verifica iniziale, per isolare quanti hanno il Green pass con vaccino, da quanti invece hanno una scadenza più breve del certificato (in caso di tampone), per i quali verrà organizzato un controllo più frequente. Tra le soluzioni possibili, poi, non è escluso che le scuole possano accedere alle banche dati sulle vaccinazioni, ma questo potrebbe accadere solo in una seconda fase (cioè quando l’ultimo decreto verrà convertito in legge), probabilmente a settembre inoltrato. Fino ad allora, con molta probabilità, i dirigenti, o meglio i loro delegati, dovranno effettuare il controllo giornalmente. Il garante infatti, ha anche escluso l’utlizzo di una semplice autocertificazione di possesso del pass. (d.b.)