«Ma sui B&B Febbo ha sbagliato»

Taglieri (M5S) attacca: la giunta rimedi al danno fatto agli operatori abruzzesi
PESCARA . «La giunta rimedi al danno fatto e l’assessore Febbo spieghi cosa ha intenzione di fare per gli operatori turistici abruzzesi». A sollecitare in chiarimento sulla questione B&B è il consigliere regionale del M5S, Francesco Taglieri, che ha presentato un’interpellanza all’assessore Mauro Febbo, che pone l’esigenza «di mettere i gestori di B&B abruzzesi sullo stesso piano di quelli delle altre regioni. Esigenza», afferma Taglieri, «non rispettata dalle scelte di questa Giunta che, in continuità con quella precedente, penalizza gli operatori turistici abruzzesi creando danno non solo alle singole economie locali ma a una più ampia immagine dell’Abruzzo che diviene così meno appetibile per il turista». Il settore in Abruzzo conta 1300 strutture, dice Taglieri, che che rappresentano il 15% del totale dei posti letto disponibili.
Nel mirino dei Cinquestelle ci sono due delibere, una del 2018, e quella del 2019, sospesa dal Tar Abruzzo a seguito del ricorso presentato dall’associazione Abruzzobnb. Materie del contendere sono le colazioni. «La Regione Abruzzo, con la delibera del 2018, (ultimi mesi della giunta Pd), stabilisce che per preparare la prima colazione nei B&B occorre rispettare il regolamento che introduce nel mondo della ristorazione il protocollo Haccp (il sistema di analisi dei rischi adottato ad esempio nei ristoranti, ndr). I gestori protestano, perché si assimila l’attività dei B&B, che per legge non costituisce esercizio di attività imprenditoriale, a quella di bar, ristoranti e hotel, imponendo così una serie di adempimenti, sia burocratici che strutturali, ben più ampi di quelli già previsti nella legge regionale che regolamenta il settore».
Poi, il 3 giugno di quest’anno, la Regione Abruzzo, con successiva delibera «questa volta con la Giunta di centrodestra», prosegue Taglieri, «non colma questa carenza ma rafforza ulteriormente queste misure, sia pure introducendo una versione semplificata del protocollo Haccp, e mette nero su bianco che si può eludere questa misura, e venire di fatto esentati da numerosi obblighi, consegnando agli ospiti un voucher per consumare la colazione in un bar. Un escamotage che compromette l’immagine del settore svilendo l’autenticità dei luoghi e delle esperienze».
L’Abruzzo, afferma ancora Taglieri, per la sua morfologia e la sua offerta turistica «non è caratterizzato da grandi metropoli ma bensì da piccoli borghi montani e cittadine sulla costa, quindi dovrebbe essere ancora più attento a mantenere l’autenticità dell’offerta turistica dei B&B. Invece si svilisce questa filosofia mettendola alla stregua di dormitori per poi andare a fare colazione al bar. Eppure è un concetto molto chiaro che è stato recepito da altre regioni, anche a noi vicine, tra cui Marche, Puglia, Sardegna, o la provincia di Trento, dove è stato stabilito per legge che nei B&B vanno serviti per la colazione dei prodotti locali. Alla luce di tutto questo comprendiamo e sosteniamo la protesta dell’Associazione AbruzzoBnb, che ha depositato un ricorso dal TAR dell’Aquila ottenendo una sospensiva nella applicazione di questa delibera in attesa della pronuncia definitiva». (c.s.)

