Ma sul provvedimento è subito polemica

3 Febbraio 2017

D’Alfonso: «Recepite quasi tutte le nostre istanze». Gatti: «Scomparsa la zona franca, mi incateno»

PESCARA. Nel giorno del decreto terremoto, il terzo varato dal governo, fanno capolino anche le polemiche. Perché se c’è chi, come il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso del Pd, saluta con «grande soddisfazione» le nuove misure messe a punto dall’esecutivo, non manca neppure chi, come il vice presidente del Consiglio regionale Paolo Gatti di Forza Italia, boccia senza appello il nuovo pacchetto di provvedimenti.

«Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul terremoto e l’emergenza maltempo, recependo la quasi totalità delle nostre richieste», fa sapere il presidente della giunta regionale. Elencando le misure principali varate dal governo: «Semplificazione procedurale della ricostruzione, in particolare per quello che riguarda le scuole; sostegno alle persone fisiche e agli oneri di vita delle imprese, compresi quelli fiscali; 35 milioni di aiuti diretti per il mancato reddito delle imprese di allevamento, da erogare entro febbraio; estensione del fondo di solidarietà alle colture assicurabili (oltre a quelle assicurate), agevolazioni per l’accesso al credito per i giovani agricoltori e ulteriori semplificazioni per accelerare l’acquisto delle stalle mobili e dei moduli abitativi da parte delle Regioni». Non solo. «E’ prevista anche la microzonazione sismica di terzo livello in tutti i Comuni del cratere, per ricostruire con trasparenza e qualità - sottolinea ancora D’Alfonso -. Il premier Gentiloni ha assicurato che ci saranno a breve altre misure rivolte alla sopravvivenza delle attività produttive».

Ma per il governatore c’è anche un’altra misura «importantissima» per l’Abruzzo. Quella che ha introdotto «la proroga per i tribunali minori di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona fino al settembre 2020 (vedi servizi a pagina 5)», aggiunge. «È stato fondamentale il gioco di squadra, e oltre al governo, che ha ben compreso le nostre esigenze, ringrazio in particolare il presidente Mattarella, il premier Gentiloni, il sottosegretario Boschi, il commissario Errani e tutti coloro che hanno contribuito a questo preziosissimo risultato».

Le critiche, invece, arrivano dal fronte dell’opposizione in consiglio regionale. Sollevate da un furibondo Paolo Gatti. «Per Teramo e provincia in questo decreto non c’è niente, la leggendaria zona franca che era nella bozza è sparita dalla stesura definitiva - accusa -.. Quello che ci dicono da Roma, in sostanza, è che a Teramo non ha nevicato e che non c’è stato un blackout di dieci giorni». Insomma, una bocciatura senza appello del provvedimento varato dall’esecutivo. «Nel decreto c’è solo un maquillage delle disposizioni già in essere per le zone terremotate e c’è qualcosina per l’agricoltura, stop - conclude il vice presidente del Consiglio regionale -. Quando fanno la conversione io mi vado a incatenare!».