Macchinario pericoloso scoperto dalla Asl

Sventati infortuni sul lavoro in un’azienda tessile: il proprietario ammette le proprie responsabilità
PESCARA. Sembrava un macchinario a norma, in realtà era pericoloso poiché non rispettava i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea. Eppure, il macchinario era stato prodotto nel 2021 e marcato “Ce”. A scoprire l’irregolarità sono stati i tecnici della prevenzione, qualificati come ufficiali di polizia giudiziaria, durante un sopralluogo in un’azienda tessile locale. Il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) dell’Asl di Pescara, diretto dal dottore Nicola Briga, è costantemente impegnato nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in tutta la provincia.
Grazie all’attenta attività ispettiva dei tecnici è stato possibile individuare una grave non conformità che poneva i lavoratori a un rischio concreto di infortuni. Grazie alla tempestiva segnalazione del Servizio Asl al ministero dello sviluppo economico, è stata avviata un’indagine tecnica, in seguito alla quale il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato che il produttore della macchina ha riconosciuto le proprie responsabilità in merito alle non conformità segnalate dai tecnici, provvedendo anche a fornire le azioni correttive da implementare su tutte le macchine già immesse sul mercato nel territorio nazionale ed europeo.
«L’attività svolta con proficuo impegno da parte dei tecnici», recita una nota della Asl, «ha quindi permesso di accertare una situazione di grave pericolo e, successivamente, di adeguare la stessa alla normativa vigente, prevenendo così il verificarsi di infortuni gravi durante il suo utilizzo».

