Madre di 5 figli occupa la casa Ater, ora teme lo sfratto

L'occupazione abusiva le ha fatto perdere tutti i diritti, domani l'ufficiale giudiziario potrebbe mettere in mezzo alla strada lei, il marito e i cinque bambini
MONTESILVANO. Quando l'occupazione abusiva diventa un mezzo necessario per tutelare i figli e dare loro un tetto. E' la storia di Ahlem Smaali, raccontata ai giornalisti di Abruzzoweb, tunisina da anni residente in Italia, diventata "abusiva" per necessità. Madre di cinque figli, con il marito che lavora a giornata, la signora Ahlem Smaali, quarantenne di origine tunisina, non ha potuto fare altro che occupare abusivamente una delle case popolari Ater di via Rimini a Montesilvano (Pescara). Secondo quanto raccontato, domani, martedì 24 marzo, l’ufficiale giudiziario busserà alla sua porta e lei a questo punto teme non solo di rimanere in mezzo alla strada, ma anche di non riuscire più a tenere unita la famiglia composta da lei, da suo marito, anche lui tunisino, e dai cinque figli tutti minorenni e alcuni con problemi di salute. “Non sappiamo più a chi rivolgerci e a chi chiedere aiuto - racconta la signora disperata ad AbruzzoWeb - Ci sentiamo soli e completamente abbandonati dalle istituzioni. Non chiediamo tanto, solo di poter pagare un contratto d’affitto alla nostra portata e continuare a mantenere unita la famiglia. Oppure trovare un’altra sistemazione”.
La casa occupata abusivamente è stata risistemata a spese della famiglia, con grandi sacrifici: "Era ridotta in condizioni vergognose. Era tutto rotto, abbiamo dovuto provvedere da soli per poterci vivere”. La signora Smaali riferisce che l’appartamento era vuoto da tempo e che, una volta entrati, l’Ater ha inviato alla famiglia mensilmente un bollettino da 61 euro come “indennità di occupazione”, bollettino che la famiglia non ha più pagato da quando ha ricevuto l’ingiunzione di sfratto. L’ufficiale giudiziario si è già presentato due volte alla porta dell’appartamento di via Rimini. Martedì tornerà nuovamente e la signora, che sa di essere fuori legge, è ormai alla disperazione. Come prevede la legge, infatti, ora il problema diventa di carattere penale, e la famiglia perde ogni diritto di entrare in graduatoria per una casa. La politica adottata dall’Ater è la stessa del Comune, ovvero quella di mandare via dalle case occupate abusivamente chi non ha diritto. L’unico consiglio che l’assessore comunale alle Politiche sociali De Marinis si sente di dare alla donna è di fare domanda per entrare nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di case popolari e rivolgersi ai servizi sociali. La signora asserisce però di aver già fatto domanda in passato per poter essere iscritta nelle graduatorie comunali, ma di quella domanda, non si sa come, non esiste più traccia.

